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Oliverio accelera, subito le nomine dei manager
Direttori delle Asp indicati prima dell'inibizione

Calabria

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COSENZA - Da una parte avviare un’azione giudiziaria al Tar e dall’altra procedere con le nomine fino al momento in cui scatta l’inibizione per tre mesi a poter effettuare le nomine. Alla Regione erano preparati alla sanzione dell’autorità anticorruzione, in base al decreto 39/2013, per la nomina ritenuta “inconferibile” di Santo Gioffré all’Asp di Reggio Calabria (LEGGI L'INIBIZIONE DI OLIVERIO).

Per il presidente Oliverio non era un fulmine a “ciel sereno” perché in settimana aveva incontrato il presidente Raffaele Cantone per effettuare le ultime limature al piano che entrerà in vigore nelle prossime settimane e aveva parlato del caso. Tra l’Autorità e la Regione da mesi c’è una consultazione costante e Cantone sulla vicenda Gioffré, come emerge dalla delibera, si muove sul filo dell’interpretazione delle norme che equiparano il commissario straordinario al direttore generale dell’azienda sanitaria.

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E per questo la Regione chiederà il parere di un giudice terzo, il Tar, con la richiesta di sospensiva urgente e poi di un giudizio di merito. Nella delibera lo stesso Cantone parla di una norma contraddittoria in molte parti e di una richiesta fatta al Parlamento e al Governo di procedere con una revisione. Poi, nel caso della Calabria, c’è un vulnus in più, la Regione da quando la norma è stata approvata (2013) non si è dotata una normativa che prevede i poteri sostituivi in caso di sanzioni e procedure di applicazione. Un vuoto normativo che ora la responsabile dell’anticorruzione della Regione Gabriella Rizzo dovrà, probabilmente, definire con la stessa autorità nazionale. E nell’attesa che tutto ciò avvenga nella prossima settimana, Oliverio potrebbe completare l’iter di nomine delle aziende sanitarie ed ospedaliere per come aveva lui stesso annunciato un mese fa.

Infatti prima della breve pausa di Ferragosto, il presidente aveva annunciato che nella prima settimana di settembre avrebbe proceduto alle nomine, non appena completato l’iter di definizione dell’albo dei direttori generali. C’è la consapevolezza che le aziende non possono trovarsi senza una guida visto che in questo mese, tranne per Vibo, scadono i sei mesi mandato dei commissari straordinari. E per questo nei giorni scorsi si è deciso che per le aziende si procederà con la nomina dei direttori generali, come per le due di Cosenza e al Riuniti di Reggio Calabria e all’Asp di Catanzaro, mentre sarà prorogato il commissariamento del Pugliese e Mater Domini in vista dell’integrazione entro fine anno e dell’Asp di Crotone.

Per l’Asp di Reggio si presenta un problema più complesso, Santo Gioffré in questi mesi ha fatto un lavoro prezioso che ha portato a galla il marcio che c’è stato in questi anni, da mesi ha chiesto di essre sostituito, ma vista la delicatezza della questione è intenzione di Oliverio di nominare un commissario straordinario che prosegua sulla linea di legalità impressa in questi mesi. Per tale ragione in questi giorni sarà fatta una ricognizione con il governo e il sottosegretario Marco Minniti per trovare un nominativo con le giuste caratteristiche professionali e morali per portare, finalmente, quell’azienda alla normalità.

E’ da ricordare che in passato, tra il 2008 e il 2010, il generale dei Carabinieri, Massimo Cetola, dopo due anni di lavoro, al momento di andare via, denunciò tutto quello che in questi mesi è emerso, ma le sue denunce rimasero inascoltate, nessuna iniziativa concreta di bonifica fu presa dagli amministratori successivi. E’ certo che non basta un uomo solo, anche se con poteri straordinari, per risollevare le sorti dell’Asp di Reggio, ma bisogna organizzare una taske force di tecnici che sappia gestire la mole di contenziosi del passato, pagare i 500 milioni di euro di fatture per i debiti dal 2001 al 2014 che l’Asp ha in cassa.

Nello stesso tempo dovrà essere garantita all’azienda la gestione ordinaria per dare servizi migliori ai cittadini della provincia di Reggio Calabria. Dall’Asp dipende tutta la rete territoriale, gli ospedali pubblici e privati del reggino e la rete ambulatoriale.
Insomma la delibera dell’Autorità anticorruzione ha un merito, dare la sveglia a Oliverio e indurlo a procedere con le nomine senza altre perdite di tempo.

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