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E' rottura tra Scura e Oliverio: «Non lo sento da tre mesi»
Il commissario visita l'ospedale di Lamezia

Calabria

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COSENZA - Se Massimo Scura si aspettava un endorsement dal suo mentore Federico Gelli dal palco di Diamante è andato deluso. Ieri era sotto il palco della città sulla costa tirrenica cosentina per ascoltare il responsabile sanità del Pd, colui che lo ha inviato in Calabria ad occuparsi di sanità. Rispondendo alle domande del giornalista Filippo Veltri, Gelli ha detto che non è vero che si servizi in Calabria sono peggiorati, (come fa a dirlo se non vive in Calabria?) di impegnarsi per far dialogare la struttura commissariale con la Regione. Però sarà un po’ complicato far dialogare Mario Oliverio con Massimo Scura. I rapporti tra la Regione e l’ufficio del commissario sono tenuti costantemente dal direttore generale del Dipartimento Salute, Riccardo Fatarella. Mario Oliverio pare non abbia alcuna intenzione di dialogare con il commissario. Ieri pomeriggio a Lamezia Scura ha spiegato ai giornalisti di non avere alcun problema con il presidente. «Non ho avuto nessun conflitto con il Presidente Oliverio. E’ lui che, il 2 giugno scorso, ha deciso di chiudere i rapporti con il sottoscritto ed io non posso che prendere atto di questa decisione. Anche ieri (mercoledì ndr) l’ho chiamato ed inviato un sms al quale non ho ricevuto risposta».

Chissà cosa doveva comunicare di così importante il commissario al presidente, forse dell’esito dell’incontro avuto con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin insieme sub-commissario Urbani? Scura è stato convocato a Roma dopo le rimostranze del presidente Oliverio fatte direttamente al ministro. Le preoccupazioni del presidente sono sull’abbassamento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi sanitari e sulla tenuta dei conti che quest’anno rischiano di riportare la regione agli inizi del commissariamento con un buco stimato di 170 milioni di euro. E senza una manovra correttiva quel debito non potrà essere coperto con l’extra gettito fiscale delle addizionali che è sceso da 109 milioni circa a 89 milioni. Ed è grave che nessun intervento è stato messo in atto di tagli agli sprechi e di razionalizzazione. Stando così le cose, a meno di 4 mesi dalla fine dell’anno, La Calabria si ritroverà con il blocco del turnover e l’aumento al massimo delle addizionali per gli anni 2016 e 2017. E ciò potrebbe pregiudicare anche le assunzioni annunciate nei giorni scorsi. Una situazione che sta preoccupando e non poco Oliverio e anche il Pd regionale e nazionale per gli effetti sull’elettorato.

A Lamezia Terme invece si chiudono le porte al Trauma Center o al centro materno infantile a Lamezia, ma entro la fine del 2016 dovrebbero essere coperti i 9 posti vacanti di primari con il centro trasfusionale che rimarrà a 12 ore. Scura è andato a visitare l’ospedale lametino ma senza aprire a migliorie: «Non c’è la possibilità di reputare Lamezia - ha detto - parte integrante dell’azienda “Dulbecco” che sta nascendo dall’unione tra le aziende sanitarie presenti a Catanzaro, con il Ciaccio che diventerà un dipartimento oncologico integrato raccogliendo quanto fatto precedentemente dalla Fondazione Campanella. Gli altri comparti su cui si sta lavorando son quello delle emergenze urgenze e quello materno infantile, con ambiti funzionali per evitare di avere doppioni con Pronto Soccorso specialistico del cuore, testa, politraumi a Germaneto, un Pronto Soccorso più generalista nell’altra struttura di Catanzaro».

Bocciata la proposta del Trauma Center: «Il politrauma a Lamezia significherebbe avere un Dea di secondo livello mentre ne esiste uno di primo, creare una neurochirurgia e cardiochirugia con relative strutture collegate che esiste già a 30 chilometri, e non è fattibile né creare un doppione né spostare il tutto già esistente attorno all’Università. Simile discorso per l’ambito materno infantile, e quanto fatto in precedenza non è motivo per sbagliare nuovamente. I pazienti non ragionano per campanilismo, ma vanno dove trovano i servizi». 

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