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«Sanità, basta litigare». Il sottosegretario Lotti
tra Scura e Oliverio: «Il commissario non è eterno»

Calabria

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COSENZA - L'ultima volta in Calabria tra Mario Oliverio e Luca Lotti era stata alla festa regionale del Pd a Falerna. Lungo il tragitto fino all'aeroporto il sottosegretario aveva cercato di convincerlo di rinunciare alle primarie e mettersi da parte. Era l'ultima speranza di Ernesto Magorno per fermare le primarie sapendo, così come è accaduto, che le avrebbe vinte Oliverio. L'incontro di ieri Catanzaro ha anche un significato: Lotti è il primo esponente del governo nazionale che varca la soglia della nuova Cittadella regionale, l'inaugurazione ci sarà a dicembre, ma ieri c'è stato un primo battesimo.

Lotti è venuto in Calabria per avviare la campagna del Mezzogiorno del Pd, alle prese con un calo di consensi che secondo le proiezioni dei più importanti istituti di sondaggi, nonostante l’Italicum, non prenderebbe il premio di maggioranza. Prima tappa a Catanzaro (LEGGI) dove ha inaugurato la sede del Pd e ha poi incontrato monsignor Bertolone. Ernesto Magorno, aprendo la festa dell'Unità nella villa vecchia di Cosenza ha richiamato, ancora una volta, il partito a restare unito nel sostegno al governatore Oliverio, appello ripreso anche dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti. Ma come accade in questo nuovo corso del Pd calabrese ciò che si costruisce di giorno si disfa la notte. Infatti la visita a Cosenza ieri sera si è conclusa con una cena a bordo piscina con circa 150 invitati di fede “renziana” e “neo renziana” in un albergo di Rende che ha visto la presenza del presidente del consiglio regionale Nicola Irto, dei deputati Ernesto Magorno, Stefania Covello, Ferdinando Aiello, degli assessori regionali Franco Rossi e Carmela Barbalace, dei consiglieri regionali Arturo Bova, Mimmo Bevacqua, Michele Mirabello (a rappresentare Censore passato con i renziani), Giudiceandrea. E Oliverio? Non c'era, è stato visto in una birreria del centro storico di Cosenza.

Anche in questa visita di esponenti di governo, la questione sanità non solo è stata affrontata nel faccia a faccia con i consiglieri regionali alla Cittadella, ma anche nel corso dell'intervista pubblica in apertura della festa dell'Unità del presidente dell'ordine dei giornalisti Soluri che ha avuto anche un epilogo curioso: il sindaco di Trebisacce Franco Mundo insieme al segretario cittadino del Pd hanno avvicinato Lotti e gli hanno detto: «Visto che Scura dice di rispondere solo a te e Gelli, adesso risolvici il problema dell'ospedale». Lotti si è preso alcuni ritagli di giornali perché ha confessato di non conoscere la vicenda nel dettaglio. E di Scura hanno parlato Oliverio e Lotti, quest’ultimo ha spiegato che il «commissariamento non è eterno» con il presidente che ha ribadito di non avere alcun problema personale con il commissario, e ha ribadito i concetti espressi dal ministro Lorenzin evidenziando che i problemi della sanità calabrese «si sono aggravati dopo 5 anni di commissariamento» e non intravede «nessuna inversione di tendenza» rispetto alla riduzione dell'emigrazione sanitaria, delle liste d'attesa e del debito con la conseguenza che non solo si paventa un nuovo blocco del turnover e dell'aumento delle tasse per i calabresi e la proroga del commissariamento, ma sarà il Pd a perdere consenso se non si daranno risposte ai cittadini.

«Mi auguro che prevalga il buon senso nell’interesse dei calabresi e prevalga non il “volemose bene” ma il rispetto per i calabresi», ha detto Lotti. «Non è pensabile che in sei mesi si rimetta a posto ciò che in 10 anni non si è mai fatto, ma non è pensabile aggravare la situazione o nascondersi dietro questa diatriba. Questa discussione con il commissario deve finire ma non per un vantaggio dell’uno o a discapito dell’altro, ma a vantaggio dei calabresi. Perché i calabresi tra 5 anni non si ricoderanno della litigata tra Oliverio e Scura ma per le risposte che il Pd saprà dare date alle loro esigenze e alle loro aspettative».

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