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Stato d'emergenza dopo l'alluvione sulla costa jonica
Escluso il Comune di Crosia. Il sindaco: «Inammissibile»

Calabria

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COSENZA - Il Comune di Crosia, nel basso Jonio cosentino protesta per essere stato escluso dallo stato di emergenza dopo l’alluvione che ha colpito la fascia costiera lo scorso 12 agosto (LEGGI) (GUARDA LE FOTO).

«Una decisione ingiusta, inammissibile e inaccettabile - dichiara il sindaco Antonio Russo - in quanto gli interventi effettuati in somma urgenza dagli uffici comunali sono palesi e facilmente riscontrabili. Nella fase post alluvione abbiamo partecipato a tutti gli incontri tecnici e operativi che si sono tenuti presso il Com di Rossano, alla presenza del Prefetto di Cosenza e dei vertici regionali della Protezione civile ed abbiamo messo in atto tutte le indicazioni forniteci dal tavolo tecnico, comprese le opere realizzate in somma urgenza per tamponare le situazioni di maggiore criticità e di pericolo per la popolazione, per circa centomila euro, così come ci è stato indicato. Oggi, non essendoci stato riconosciuto lo stato di emergenza, ci ritroviamo con questa spesa che non è coperta da nessun capitolo e che dovrà essere riconosciuta come debito fuori bilancio. Per un ente già in stato di predissesto, questo comporta il serio e concreto rischio di default delle casse comunali, quindi di mandare il Comune in dissesto finanziario».

Ieri il sindaco ha partecipato a un vertice in prefettura al quale ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, il Prefetto Gianfranco Tomao e il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio (LEGGI).

De Vincenti aveva anche dichiarato che il Governo ha stanziato fondi importanti per la lotta al dissesto idrogeologico (GUARDA IL VIDEO)

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