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Landini in Calabria: «Disoccupazione in aumento
E' necessario un serio piano di investimenti»

Calabria

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COSENZA - Giornata in Calabria per il segretario della Fiom Maurizio Landini. Il sindacalista è stato in mattinata a Reggio Calabria e nel pomeriggio ha partecipato a un'iniziativa del sindacato a Cosenza. A Reggio Calabria Landini è intervenuto al convegno dal tema «Creare lavoro, difendere i diritti» organizzato dall’Università Mediterranea e qui ha dato la sua opinione sulla vicenda Ansaldo Breda: «Noi pensavamo non utile vendere il settore dei trasporti. La nostra idea, che però non si è realizzata, era infatti quella di costruire un settore dei trasporti. A questo punto - ha aggiunto - quello che diciamo è che l’impegno, sia di chi vende sia di chi compra, ma soprattutto di chi compra, sia quello di mettere le carte in tavola. Nell’incontro che avremo il prossimo 24 settembre speriamo che ci siano degli impegni, finora non espressi, che vadano oltre i tre anni, e che indichino le scelte strategiche che questo gruppo sta facendo per mantenere e speriamo potenziare, qualificare, l’attività di progettazione, di costruzione sia dei treni che dei sistemi di segnalamento».

Capitolo Mezzogiorno: «Il sud non è nelle attenzioni di questo governo, ma per essere onesti non lo è stato anche con i governi precedenti. E' indubbio che siamo di fronte a dati preoccupanti. Stiamo parlando di venti milioni di persone e stiamo parlando di livelli di disinvestimento altissimi. E' chiaro che questo vuol dire avere una politica industriale e vuol dire pensare ad un rilancio del Paese ed a fare ripartire una politica degli investimenti pubblici e privati molto consistente. All’interno però di un’idea: il sud, per come siamo messi, potrebbe essere uno dei poli logistici del Mediterraneo. Dobbiamo ragionare sul fatto che non solo siamo tutti nel sud dell’Europa, ma anche, nella posizione geografica in cui siamo, sulle scelte industriali che potrebbero essere fatte in questa
direzione. Su questo punto riscontriamo dei ritardi e penso che andrebbe aperta una vera e propria vertenza che affronti questi
temi e metta insieme le Regioni del sud ed il Governo, per fare in modo che tutte le energie positive che esistono siano messe
nelle condizioni di poter essere esercitate». 

«Serve poi - ha detto ancora Landini - una lotta alla criminalità organizzata, che è un altro tema che è bene non dimenticare, perchè in realtà riguarda tutto il Paese. E infine non può essere accettata, alla luce di tutto quello che sta avvenendo, penso a forme di lavoro schiavistico e di caporalato, l'idea che pur di lavorare si debbano accettare condizioni dei diritti e di riduzione del ruolo del lavoro che portino ad un livello di competizione molto basso».

Nel pomeriggio il leader della Fiom si è spostato a Cosenza. Qui ha trattato diversi temi, soprattutto di natura nazionale ed europea. A iniziare dal Governo Renzi, che secondo Landini «parla troppo inglese ed invece dovrebbe fare cose che si capiscono. A me i premi di maggioranza non sono mai piaciuti. Io sono dell’idea che uno la maggioranza ce la deve avere e quando ci sono premi che uno col 40 per cento può governare e avere la maggioranza assoluta, lo trovo pericoloso. Tanto più che in questa ipotesi cancellano anche uno dei due rami del Parlamento e si concentra un potere che non è reale rispetto anche alla nomina di istituzioni importanti nel nostro paese. A me non piace questa riforma - ha rincarato - e non mi pare che stia allargando la democrazia ma sta peggiorando la Costituzione. Se uno vuole cambiare la Costituzione dovrebbe avere il coraggio di fare quello che hanno fatto quando è nata, cioè eleggere un’assemblea costituente. Questi mi sembrano colpi di mano che non fanno altro che ridurre gli spazi della democrazia».

Il segretario della Fiom ha parlato anche di disoccupazione giovanile («E' in aumento, serve un piano di investimenti serio con finanziamenti pubblici e privati») senza trascurare il Jobs Act: «Danno i soldi per le assunzioni, ma che questo determini una crescita vera dell’occupazione è tutto da vedere e dimostrare. Intanto i dati Istat confermano che i giovani continuano ad essere disoccupati».

«La riforma del governo Monti è una cosa folle, siamo il Paese che ha l’età pensionabile più alta d’Europa e siamo gli unici ad avere un sistema puramente contributivo. Io penso che bisogna abbassare l’età pensionabile; che determinati lavori debbano avere il diritto alle pensioni di anzianità e, soprattutto, che bisogna ripensare il sistema perché i giovani non avranno mai una pensione solo con il sistema contributivo».

Un passaggio anche sulla Grecia: «Sulla Grecia valuto il fatto che c'è un Governo che in meno di un anno ha avuto il coraggio di fare un referendum, provare a cambiare con l’Europa e di tornare a far votare il Paese. Si confermano due cose: per cambiare le politiche in Europa - ha aggiunto - non basta la Grecia ma serve un cambiamento generale, dall’altra mi pare che da loro la democrazia sia rispettata. In Italia siamo al terzo Governo e nessuno è mai stato eletto». 

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