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Salta il premio accoglienza la sindaco di Lampedusa
A Lamezia le provocazioni di Forza Nuova continuano

Calabria

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LAMEZIA TERME – «Sono stato, lo sono ancora e lo sarà sempre, assolutamente contrario al rinvio della manifestazione a causa della cosiddetta contromanifestazione. Quando l’organizzatore mi ha comunicato il rinvio, gli ho detto chiaramente che la manifestazione non andava assolutamente rinviata. Lamezia è una città accogliente, solidale, da anni impegnata a favore dell'integrazione, aspetti che non può perdere e non perderà per niente e nessuno. Mi auguro che il premio si tenga».

Così il sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, commenta il rinvio del “premio accoglienza” al sindaco di Lampedusa. Rinvio che per gli organizzatori, l’Unpli Calabria, (l’Unione delle Pro Loco) è stato causato dall’annunciata contestazione di Forza Nuova (LEGGI). Vincezo Ruberto, presidente Unpli Calabria, ha infatti precisato di aver «già spiegato le ragioni che hanno determinato la grave scelta, il diniego totale nell’accettare che chiunque possa o debba contestare le nostre iniziative non è compatibile con la mission delle pro loco. Noi siamo associazioni di promozione territoriale che si impegnano sulla base volontaristica dei propri soci e non ricerchiamo consenso o visibilità». E che «la manifestazione è solo stata rimandata e nei prossimi giorni troveremo la soluzione adatta a svolgerla in un clima, sereno e costruttivo.

Ma Forza Nuova Calabria insiste. Addirittura, dopo aver annunciato una contromanifestazione nel momento in cui il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, avrebbe dovuto ricevere il “primo accoglienza” sabato sera a Lamezia (causando - a detta degli organizzatori del premio - il rinvio della manifestazione), Forza Nuova Calabria annuncia che, in data 21 settembre, «come gesto riparatore ha provveduto a spedire al primo cittadino di Lampedusa l’agognato premio. Il pacco che verrà recapitato al Comune di Lampedusa conterrà una coppa (“I° Classificata - La coppa del traditore della Patria”)».

Insomma, nonostante la condanna giunta da più parti per il rinvio della manifestazione, Forza Nuova usa pure l’arma della provocazione. E sul caso interviene anche il promoter lametino Ruggero Pegna, autore del romanzo “Il cacciatore di meduse”, la storia di un piccolo migrante somalo sbarcato proprio a Lampedusa. «La polemica che leggo - dice Pegna - anche da parte di persone che ignoravano l’esistenza di questo premio, mi sembra esagerata, sebbene un simile evento, a mio parere, non si sarebbe dovuto annullare, se non per specifica ordinanza di organi preposti al controllo dell’ordine pubblico. Non conosco misure in tal senso».

Il tutto si è fatto e disfatto nell’ambito delle valutazioni degli stessi organizzatori. A Lamezia risiedono molti immigrati, perfettamente integrati, e vari soggetti che lavorano nel sociale e nell’accoglienza, che si sono distinti e si distinguono anche su scala nazionale». E che «la scelta personale di chi doveva organizzare l’evento, certamente in buona fede e, forse, per eccesso di cautela», «non deve investire un’intera città accogliente e generosa che, come dice il nonno del personaggio del mio libro, ha sempre dimostrato che la bontà si misura dal colore del cuore».

E Giuseppe Valentito della Cgil Catanzaro chiede che il presidente dell'Unpi Calabria «si scusi con tutti i calabresi per aver piegato le associazioni che rappresenta al ricatto di pochi razzisti intolleranti. Inaccettabile che una città si pieghi di fronte alle minacce di quattro esaltati che vorrebbero vederci tutti con gli occhi bendati ed il cuore di pietra di fronte alla sofferenza di milioni di esseri umani». Per Sel Lamezia «è un fatto grave che suscita sdegno e ferisce l’immagine di città moderna, accogliente e solidale che Lamezia ha costruito negli ultimi 20 anni e che rappresentano valori irrinunciabili dell’identità della nostra comunità».

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