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Sanità, ambulatori e cliniche private contro Scura
E il Tar sospende il decreto presentato dal commissario

Calabria

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CATANZARO – La raffica di ricorsi al Tar delle cliniche e ambulatori privati convenzionati contro i decreti dell'ufficio del commissario per il piano di rientro stanno mettendo a dura prova il nuovo corso del commissario Massimo Scura. Il Tar di Catanzaro ha nuovamente sospeso il decreto dello schema di contratto che il commissario aveva riformulato con il decreto commissariale n° 92 in sostituzione del numero 78 che il Tar doveva sospeso a fine luglio. Nell’udienza di merito dello scorso 3 settembre Scura aveva presentato uno schema di contratto che teneva conto, secondo le sue intenzioni, le censure mosse dai ricorrenti e, soprattutto, dei rilievi mossi dal tavolo di verifica ministeriale. Il ricorso era stato proposto dai legali Valeriano Greco e Feola per conto dal Laboratorio Borzì, Laboratorio Caliò e dal Centrodiagnostico S. Antonio.

Stando così le cose i contratti firmati dai privati lo scorso agosto erano nulli e da pochi giorni si era proceduto alla firma dei nuovi contratti con il nuovo schema che ora il Tar ha nuovamente sospeso dopo il ricorso dello stesso studio legale. Ma altre sentenze sono attese nei prossimi giorni dal Tar di Catanzaro e non solo. In particolare almeno tre chiedono la sospensione del decreto 80 con il quale l'ufficio del commissario lo scorso 6 luglio ha assegnato i budget alle cliniche private accreditate, e il decreto 81 che ha assegnato il budget ai laboratori di analisi.

La questione più spinosa è il decreto 80: a presentare il ricorso sono state tre cliniche dell'Asp di Reggio Calabria che hanno lamentato il taglio del budget nonostante rispettassero le indicazioni che l'ufficio del commissario aveva dato alle Asp, cioè privilegiare quelle strutture che erogano prestazioni a forte emigrazione sanitaria. Tra i ricorrenti c'è l'Istituto ortopedico mezzogiorno d'Italia del gruppo nazionale Giomi, che è la maggiore struttura specializzata in ortopedia con quasi 800 interventi di sostituzione protesi al ginocchio, delle anche, fratture femore, tibia e perone. Struttura che si è vista ridurre il budget nel 2015 nonostante una produzione superiore al budget nel 2014. Che cosa sia successo e quali siano stati i criteri di assegnazione dei 189 milioni di euro per l'anno in corso con il decreto 80 non sono chiari.

L'Aiop, in rappresentanza della cliniche associate, ha chiesto l'accesso agli atti ma la struttura commissariale non ha inteso fornire spiegazioni. L'anomalia sta nella circostanza (LEGGI) che i 10 milioni di euro che negli anni immediatamente precedenti erano assegnati alla Fondazione Campanella sono stati riparti ad altre strutture con circa 6 milioni all'Asp di Cosenza e di questi oltre 3 milioni a due sole cliniche appartenenti al gruppo Igreco di Cariati. Mentre le strutture di Reggio risultano le più penalizzate perché alcune, si sono viste tagliare il budget. Il caso è al centro di due interrogazioni parlamentari (Lo Moro e Barbanti) alle quali prossimamente dovrà rispondere il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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