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Il Pd non trova la strada dell'unità e Bevacqua attacca
«In Calabria non serve un uomo solo al comando»

Calabria

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CATANZARO - Resta teso il clima interno al Partito democratico, segnato da posizioni divergenti su molti temi e costretto a fare i conti con le posizioni assunte anche rispetto all'operato amministrativo della Giunta guidata da Mario Oliverio.

A chiamare in causa lo stesso governatore e il segretario Ernesto Magorno è il consigliere regionale Domenico Bevacqua, pronto ad esprimere forti perplessità sull'atteggiamento assunto nel partito.

«Stiamo rischiando, ancora una volta, di finire nel vortice di accuse e controaccuse, dei veti incrociati e delle invettive - scrive il consigliere regionale - in un clima di veleni e sortite che, di fatto, portano all’immobilismo più totale».

 Bevacqua assume una posizione netta, sostenendo: «Non ci sto ad assistere inerme all’ultimo conflitto scoppiato nel partito e chiede l’intervento del segretario Magorno per bloccare il vortice che rischia di risucchiare tutti».

«Le priorità e le problematicità che caratterizzano l’attuale momento storico-sociale - sostiene ancora Bevacqua - sono tali e tante da imporre, a ciascuno di noi, il dovere di far prevalere l'alto senso di responsabilità, anche quando ciò dovesse comportare una compressione di personalismi o posizioni individualiste. Non possiamo consentire che la politica e il progetto di rilancio della regione, che abbiamo condiviso in tanti con gli elettori-cittadini calabresi, siano travolti dall’emotività, dai rancori o peggio dalle gelosie. Basta con i soliti cliché. Basta con le polemiche sterili che finiscono sempre col proiettare a livello nazionale un’immagine della classe dirigente calabrese litigiosa, incompetente e inconcludente».

«E' necessario, invece - prosegue ancora Bevacqua - recuperare lo spirito unitario a cui ha fatto appello Marco Minniti alla chiusura della festa regionale e dimostrare, da parte nostra, impegno, lealtà, passione e voglia di riscatto per la nostra terra. Abbiamo un unico dovere: quello di governare, cercando di farlo nel migliore dei modi. Altri non ne ravvedo. Ravvedo piuttosto il rischio, concreto, di un Pd lacerato che inevitabilmente manderà in frantumi il progetto di governo, che, è evidente, non è di un uomo solo, ma appartiene ad un gruppo, ad una coalizione ad una Regione».

Bevacqua esce dunque allo scoperto, dichiarando: «Senza un Pd forte e sano che si riappropria del ruolo di guida e leader di una coalizione, non si va lontani. In gioco c'è la tenuta del centrosinistra e dello stesso Governo regionale».

«Per questo non serve alla Calabria - sottolinea ancora il consigliere regionale del Pd - un uomo solo al comando. Il fallimento già registrato nelle passate legislature di esperimenti del genere avrebbe dovuto indurre a optare per una maggiore cautela in determinate scelte e ad una forte collegialità nell’azione di governo e nei processi legislativi».

Nei giorni scorsi gli eletti del Partito democratico hanno provato a trovare un punto d'incontro, ma la situazione appare ancora tesa e per nulla tranquilla (LEGGI).

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