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I privati contro Scura: Paolini, presidente Aiop
«Noi abbiamo chiesto gli atti secondo la legge»

Calabria

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CATANZARO - Le frasi dette da Scura in un'intervista ad Esperia Tv (GUARDA IL VIDEO) secondo cui sui criteri di assegnazione dei budget sono state dette «emerite balle», e che «a differenza del passato anziché elargire soldi abbiamo comprato prestazioni» e chi vuole gli atti «non deve fare altro che chiederli in base alla legge», rischia di surriscaldare ancora di più il clima che si respira intorno alla sanità calabrese. Dopo le proteste sollevate da M5S e Alternativa libera (LEGGI), e la sezione calabrese dell'Aiop, l'associazione delle cliniche private, che tramite il suo presidente Enzo Paolini, ricorda di aver chiesto gli accessi agli atti proprio come previsto dalla legge «ma sono passati inutilmente i 30 giorni entro i quali Scura doveva rispondere».

«Chiediamo al Commissario Scura di ascoltare anche le nostre posizioni senza inutili sicumere e affermazioni non vere», ribatte Paolini con una nota. «Non è vero che sui riparti e sui contratti sarebbe stata fatta una istruttoria. Non c’è alcun atto che lo dimostri a meno di voler considerare tali le riunioni interne in assessorato, perché come tutti sanno, le istruttorie si fanno con la partecipazione degli interessati. E di questo non v’è traccia.»

Paolini aggiunge: «Al commissario Scura ricordiamo che lui è stato mandato in Calabria non per rispondere a padroni politici (per ricordare un’altra sua infelice espressione) ma per svolgere un servizio per conto dello Stato e nell’interesse dei calabresi, tra i quali anche i lavoratori e gli imprenditori, meritevoli ed onesti, della sanità privata. Il TAR che – come è noto – non si può considerare un alfiere del privato nei confronti della pubblica amministrazione sta ripetutamente annullando i provvedimenti illegittimi del Commissario. Vuol dire che quando si esagera l’abuso diventa evidente e la misura è colma. Ora basta».

Per Paolini «lasciando da parte gli svarioni etici ed istituzionali (i “quattro gatti” di Trebisacce invitati a curarsi a Policoro o gli strafalcioni giuridici) occorre collaborare con buon senso e senza pregiudizi. Che vuol dire condividere i testi contrattuali, i criteri di riparto delle risorse, le programmazioni strategiche, finalizzate a ridurre le liste d’attesa, le emigrazioni sanitarie, gli sprechi le inappropriatezze. Per parte nostra - aggiunge - invochiamo controlli sugli standard, sui requisiti, sulla correttezza (ma anche sulla correntezza) dei pagamenti e vogliamo investire in qualità e livelli occupazionali. Si può fare se solo si potesse contare su una politica sanitaria aperta e lungimirante fondata sul pieno e sano utilizzo delle risorse disponibili»

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