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La Corte dei conti boccia il bilancio della Regione
«L'ente si è trasformato in un poltronificio poco trasparente»

Calabria

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CATANZARO - Non ci va certo con i guanti bianchi la Corte dei conti nell'esaminare il bilancio regionale. Il presidente facente funzioni della sezione di Controllo, Giuseppe Ginestra, infatti, ha rimarcato come sia stato accertato «un risultato di amministrazione incapiente per un importo non inferiore a più di 120 milioni di euro» arrivando a definire la Regione una sorta di "poltronificio".

In occasione dell’Adunanza di parificazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2014, Ginestra ha messo in luce come «emerge una assai scarsa capacità di dialogo tra l’Ente Regione e la Sezione della Corte dei Conti che si è occupata di analizzare il Bilancio», sottolineando «la carenza di coordinamento dell’azione amministrativa e di adeguato svolgimento della comunicazione interna; un inadeguato raccordo tra indirizzo politico e gestione operativa».

In sostanza, secondo il presidente dei giudici di controllo contabile «la Regione pare aver perso di vista il ruolo di Ente più prossimo al territorio trasformandosi in un 'poltronificio', poco trasparente nel suo rendiconto che non è facilmente leggibile ed è simile ad una scatola cinese. Mancano, dunque, trasparenza, efficienza ed efficacia, che sono alla base del buon andamento di ogni ente pubblico. Ciò è dovuto al progressivo passaggio della Regione da Ente di legiferazione, programmazione, coordinamento e vigilanza a soggetto amministrativo di carattere gestionale: prova ne è il deleterio fenomeno delle partecipazioni societarie dell’Ente Regione».

Andando poi nello specifico dei conti Ginestra ha rilevato che «l'ente ha presentato al dicembre 2014 un avanzo di amministrazione pari a 2.500.083.859,74 euro, avanzo, però, del tutto fittizio. L’avanzo, infatti, non risulta capiente per coprire i vincoli che gravano sull'ente. Allo stato dell’analisi, difatti, si evidenzia un netto negativo, che possiamo tranquillamente chiamare buco di bilancio, pari a più di trentadue milioni di euro. Situazione peggiorata rispetto al 2013. Tutto questo poteva essere evitato con l’adozione di adeguati quanto dovuti correttivi durante l’esercizio finanziario, in modo da evitare che gli impegni di spesa superassero le risorse accertabili».

La Sezione di Controllo ha, inoltre, espresso «particolari riserve sulla modalità di contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità nella disponibilità della Regione sulla base di contratti stipulati con il Ministero dell’Economia e Finanze, che hanno comportato come conseguenza un ampliamento della spesa pregiudicando l’equilibrio di bilancio».

Ovviamente tra le anticipazioni di liquidità spiccano quelle relative al pagamento dei debiti sanitari del 2013 per un importo pari a più di 89 milioni di euro. «Tali spese - riporta il testo - sono state destinate alla copertura del debito sanitario cumulato al 31 dicembre 2012, su cui non risultano effettuati pagamenti né impegni. La Regione ha coperto le medesime con le entrate derivanti da tale anticipazione mentre avrebbe dovuto essere costituito un fondo vincolato».

Dall’analisi dei conti regionali, è detto nella relazione, risulta «un evidente risultato negativo del saldo entrate-spese nell’esercizio 2014 che rispetto al 2013 in termini assoluti, presenta un peggioramento pari a più di quattro miliardi di euro. Si rileva, anche al netto, un evidente peggioramento della gestione di cassa: si passa da un valore positivo ad uno negativo».

Tutti dati profondamente negativi quindi che si sommano alla gestione dei residui attivi per i quali si è registrato un decremento pari al 14,55%, al fronte del 6,79% del 2013. A questo va aggiunta una contrazione delle riscossioni che sono passate 20,63% al 12,30% del totale dei residui. «Ciò mette in luce - è sottolineato nella relazione - le difficoltà che la Regione Calabria incontra nell’attività di riscossione».

Quanto al trasporto pubblico locale la Sezione di Controllo ha riscontrato un «debito complessivo pari a più di 375 milioni di euro». La Corte, è riportato nella relazione, ha inoltre rinviato "ad un ulteriore approfondimento di indagine» l’analisi dei bilanci «non ancora presentati integralmente «delle società partecipate della Regione Calabria». Sono diminuite le spese di rappresentanza pari per il 2014 a 20mila euro. La Sezione di Controllo ha infine analizzato il capitolo del contenzioso dal quale «possono derivare effetti economici negativi tali da risultare una delle principali cause di squilibri strutturali dei bilanci degli Enti pubblici». Al riguardo nei confronti della Regione nel 2014 «sono stati incardinati 7.669 nuovi contenzioni».

La Regione, inoltre, «non ha cognizione del numero totale dei procedimenti giudiziali a suo carico» e la Sezione «può soltanto prendere atto della incapacità dell’Amministrazione di fornire dati che siano minimamente significativi, con riferimento ad un ambito altamente sensibile per gli equilibri finanziari dell’Ente». 

LE DIFESE DEL PRESIDENTE - Immediata la presa di posizione del presidente della Regione Mario Oliverio il quale ha ricondotto le difficoltà al momento storico evidenziando che «le amministrazioni pubbliche stanno vivendo un momento di crisi che non può non tradursi in una crisi fiscale. Una crisi - ha aggiunto Oliverio - che ha colpito tutti i settori e non poteva mancare quello produttivo. Mi preme sottolineare come la riforma del sistema contabile-finanziario, seppur corretta, produca evidenti effetti negativi sulle casse della Regione. La Regione, come è noto, infatti, ha subito la sospensione, per svariati motivi, dell’erogazione dei fondi comunitari. Superata tale criticità la Commissione europea ha finalmente autorizzato l’erogazione. Per questo motivo l’ente ha anticipato delle somme; oggi, però, quelle stesse somme anticipate, secondo tale riforma, non possono essere reintegrate con i fondi che arrivano».

Per quanto riguarda le spese, poi, «non possono non trovare fondamento se non nella corretta gestione delle entrate. La Giunta da me presieduta, quindi, assicura la Corte sul processo di efficientamento della Regione relativamente a tutte le materie sulle quali ancora non c'è chiarezza». «Tra le spese maggiori della Regione ci sono quelle relative all’Afor, oggi Calabria Verde, e proprio in riferimento a ciò - ha detto ancora il governatore - posso tranquillamente affermare che i tempi sono maturi per una riforma dell’intero sistema agroforestale, ridefinendo il personale impegnato. A questo aggiungo che presto, sempre in tema di 'spending review', cambieranno molte cose, alcune delle quali riguarderanno le società in house e le partecipate». 

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