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Chiesta l'assoluzione per Adamo, Gallo e Morrone
Il Pm di Why not punta soltanto su due condanne

Calabria

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CATANZARO - Si avvia verso le fasi finali l'ultimo troncone del processo scaturito dall'operazione Why not. In particolare il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Massimo Lia, ha chiesto tre assoluzioni e due condanne nei confronti degli imputati accusati di associazione per delinquere sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria.

La richiesta di assoluzione riguarda l’ex vice presidente della Regione Calabria, Nicola Adamo, e due ex assessori, Ennio Morrone e Dionisio Gallo. Le richieste di condanna a due anni riguardano altri due imputati, Franco Morelli e Giancarlo Franzè. I cinque imputati erano stati prosciolti nel marzo del 2010 dal Giudice per le udienze preliminari, Abigail Mellace. In quell'occasione il giudice aveva disposto 17 proscioglimenti ed il rinvio a giudizio per altri 27. Nel 2012 la Cassazione aveva annullato con rinvio il proscioglimento dei cinque imputati accusati di associazione per delinquere e gli atti furono trasmessi ad un nuovo Giudice per l'udienza preliminare che poi ha disposto il rinvio a giudizio.

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