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Dubbi sulle spese in bilancio della società Calabria Verde
Dopo una denuncia la Regione chiede una verifica

Calabria

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CATANZARO – Tempi duri per i cosiddetti enti in house della Regione Calabria. Dopo gli scandali e i vortici giudiziari che hanno risucchiato fondazioni come Field, Calabria Etica e le ulteriori indagini avviate su Fondazione Calabresi nel mondo, la Regione stringe la cinghia e intensifica i controlli sulle spese sostenute dagli enti strumentali, pagate con fondi pubblici. Nei giorni scorsi, a seguito di un “esposto denuncia” il dipartimento regionale Agricoltura e Risorse Agroalimentari, ha indirizzato una perentoria missiva all'Azienda Calabria Verde, società in house, avente oggetto: «Richiesta informazioni urgenti sulla gestione ed utilizzo del Fondo economale dell’ente».

La lettera elenca tutta una serie di spese, sollevando dubbi sull'utilità delle stesse a fini dell’attività dell’azienda, che ha sostituito l'Afor. Dubbi definiti “insinuazioni” dai dirigenti della società in house. «È pervenuta all’attenzione dello scrivente – si legge nella missiva invita dal suddetto dipartimento – un “esposto-denuncia” inerente le voci di spesa relative ai movimenti del registro di cassa del fondo economale dell’ente, il cui rendiconto è stato approvato con le determine del dirigente economico finanziario n. 384 del 28.11.2014 e n.552 del 30.12.2014, entrambe non pubblicate sul sito istituzionale dell’ente. Nell'esposto veniva messo in evidenza che alcune delle spese non sono coerenti con le finalità dell’ente».

Dopo tale premessa la lettera va nel dettaglio delle spese di cui si chiede conto, sostenute per: «acquisti relativi a prodotti di nautica e simili (voci di spesa riportanti “Nauticauno”, “Nautica Diving”); acquisti di carburante; acquisti presso supermercati (voci di spesa riportanti “Euro Spin”, “Carrefour”, “Ega Discount”, “Orocarni F.lli Borrelli”, “Lidl Italia Srl”…); spese di importo elevato presso alcune ditte ricorrenti (voci di spesa riportanti “Elco Ingross”, “Disotek Srl”, “Cardamone & C. Srl, “Caliò Srl”, “L’Apemaia di Silipo”, “Puly Professional di Costa”, “Calabroparati Srl”…); spese per autovetture, autonoleggi, viaggi, spostamenti con o senza l’utilizzo del mezzo aziendale; spese di importo non elevato presso alcune ditte ricorrenti (voci di spesa riportanti “Edicola Voci Roberto”, “Edicola Critelli”, “Agri Garden di Carbone”, “TE.CA Srl”…); voci di spese specifiche (Comune di Napoli verbale c/c (euro 115,14), “Sig. G.F. Anticipazione (euro 1.500); “Anticipo fondo economato Campanaro Libri (euro 900)”, “Rimborso spese… viaggio Napoli (euro 1.303,90), “Agenzia Viaggi D’Elia (euro 270,19 – 120,56 – 289,78), “Anticipo fondo economato Campanaro (euro 932)”, “Rimborso spese di Viaggio Allevato (euro 1.096,20)”, “Fiori e piante (euro 135)”, “Ba.Ci. Risto Srl”, “Dolce Sospiro (euro 230)”, “Portofino Srl”, “Osteria di Porcelli Rimborso”, “Pulcinella Srl”, “Trattoria al Cupolone - Rimborso”)…».

La lettera del dipartimento regionale si conclude con una specifica richiesta ai dirigenti di Calabria Verde. «Alla luce di quanto sopra si chiede di voler riverificare la coerenza delle spese in parola e relazionare alla scrivente dipartimento». In merito a tale missiva, i vertici dell’amministrazione regionale, parlano di “verifica interna” necessaria per chiarire l’effettivo utilizzo dei fondi pubblici, versati alla società in house per le attività svolte per conto della Regione Calabria.

Nessuno si sbilancia oltre. Anche perché l’esposto a cui il dipartimento ha fatto riferimento, potrebbe essere stato inviato ad altri indirizzi. Staremo a vedere se i chiarimenti forniti dall’Azienda Calabria Verde, con la lettera di risposta al dipartimento regionale, saranno sufficienti a chiudere qui la vicenda. Oppure no.

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