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Sanità in Calabria: assunzioni sì, anzi no
Il commissario e l'incubo della tenuta dei conti

Calabria

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CATANZARO - La sanità calabrese va avanti come il gambero, mentre si prova a fare un passo in avanti se ne fanno due indietro. E' di due giorni fa la nota firmata dal solo commissario per il piano di rientro Massimo Scura, inviata a tutti i commissari delle aziende sanitarie ed ospedaliere per bloccare tutte le procedure di assunzioni. I motivi di tale decisione non sono chiari, ieri il commissario ha incontrato i sindacati dei medici per affrontare la questione dei precari e pare abbia prospettato prima le stabilizzazioni e poi le assunzioni. La normativa nazionale sul punto è chiara: nei concorsi il 50% deve essere riservato alle stabilizzazioni e non si sa se il commissario abbia in mente un'altra trovata per una soluzione. Già nei giorni scorsi è stato richiamato dal direttore generale della programmazione sanitaria Botti per alcune dichiarazioni su “deroghe per i privati”.

Da Roma gli hanno fatto presente che il “il ministero non fa deroghe” ma applica le leggi. Dietro la manovra del blocco della assunzioni potrebbe essere un'altra ragione: la tenuta dei conti. A fine mese, il 26 ottobre, è previsto una nuova riunione del tavolo di verifica e il commissario teme che possano esserci problemi con la tenuta dei conti. Infatti il piano delle assunzioni che ha decretato prevede costi di 23 milioni di euro, facendo slittare le assunzioni al 2016 l'impatto potrebbe essere di soli 8 milioni di euro perché si prevedono pensionamenti per circa 15 milioni di euro.

Non è la prima volta che Scura con una circolare (o nota) smentisce se stesso, sintomo che forse all'ufficio del commissario non hanno le idee chiare sul da farsi. Ma tutto ciò sta causando non pochi problemi alle aziende, soprattutto gli hub che hanno la necessità di programmare con regole chiare e certe. A Reggio Calabria c'è da far partire la cardiochirurgia e la Pet, mentre all'Annunziata di Cosenza si era pronti con il piano delle assunzioni e tra il decreto 17 e l'87 entro fine anno sarebbe stato stabilizzato tutto il personale medico e infermieristico e bandito i concorsi per le nuove assunzioni. Tutto ciò adesso rallenta il processo e provocherà disservizi nell'offerta dei servizi. E sui ritardi sia Scura che Urbani hanno inviato una nota al presidente Oliverio per denunciare i ritardi nell'attuazione del piano operativo 2013/2015, che come è noto è stato validato solo pochi mesi fa, quindi i ritardi se ci sono riguardano le precedenti gestioni. Il nodo vero è il pressing di Scura di volere cinque stanze al Dipartimento salute a Germaneto mentre Oliverio chi ha messo a disposizione Palazzo Alemanni.

Ciò per Scura è in contrasto con l'attuazione del piano di rientro. Intanto il commissario si sta occupando dell'integrazione del Pugliese Ciaccio con il Materdomini, dopo una lunga serie di riunioni forse si è arrivati ad un'intesa. Il Ciaccio sarà un polo oncologico e sarà costruito un nuovo padiglione, a Germaneto andranno le divisioni per le malattie del cuore e del cervello e l'area emergenza viene divisa in due. Infatti ci saranno due pronto soccorso, uno per gli infartuati e l'altro per tutto il resto. Quando i catanzaresi si sentiranno male, si dovranno fare prima un'autodiagnosi per capire se andare al Pugliese o a Germaneto. Invece i neonati possono stare tranquilli, «avranno un Materno infantile di prim’ordine», ha assicurato il commissario al Tg3 Calabria, stanze accoglienti e cullette vicine alle mamme, peccato che da tempo la maggior parte delle gravidanze complicate, come i parti gemellari e non solo vengono dirottate dal Pugliese all’Annunziata di Cosenza dove il tasso di utilizzazione dei posti letto arriva anche dal 200%. Ma questo Scura non lo sa.

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