Salta al contenuto principale

Centrosinistra in crisi: Calabria in rete guarda oltre
E Sel bacchetta il Pd e Oliverio: «Siamo esclusi»

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 37 secondi

CATANZARO – Se la riunione all’agriturismo Licori di Marcellinara della settimana scorsa ha stabilito una tregua all’interno del Partito democratico calabrese, a fronte della presenza stabilizzatrice di Marco Minniti, quello che gira intorno alla maggioranza di centrosinistra registra colpi di tosse. Che non sono dovuti a raffreddamenti climatici ma a delle puntualizzazioni che arrivano dagli alleati in modo diversificato.

CIRCOLO GIOVANI PD DI COSENZA LASCIA PARTITO E BOCCIA TUTTA LA LINEA

Flora Sculco, di “Calabria#inrete”, - ad esempio - vola alto ponendo le basi per creare una piattaforma centrista nella circoscrizione Centro della Calabria, ovvero la più esposta alle transumanze. In Sel, il partito di Nichi Vendola, ci sono forti mal di pancia, anche se il segretario regionale Mario Melfi è operativo in una struttura della Regione Calabria, mentre il Consigliere regionale Giovanni Nucera porta avanti, con forti argomentazioni, il tema del reddito minimo garantito che è condiviso anche da larghi settori del Pd, anche se le proposte viaggiano ognuno per i fatti propri.

Nel frattempo Gianni Speranza, leader regionale di Sel medesimo, “parla ad alta voce”. Dice l’ex sindaco di Lamezia: «Da novembre 2014, negli 11 mesi trascorsi dalla vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali, non c’è stato nessun incontro con i rappresentanti delle liste e dei partiti che hanno sostenuto la coalizione guidata da Mario Oliverio. Non c’è stato nessun momento di dialogo e confronto con i rappresentanti della lista “La Sinistra con Speranza” che ha eletto un proprio rappresentante in Consiglio regionale, contribuendo al successo del centrosinistra. Un contributo decisivo il nostro, fin dalle primarie, rese possibili solo grazie al nostro senso di responsabilità ed alla nostra generosità e fortemente osteggiate, come si ricorderà, da ampi settori del Partito democratico».

Speranza è didascalico: «In questi mesi l’unica sede decisionale sono stati i summit periodici del Partito democratico, con la giunta, i parlamentari, il segretario regionale e i consiglieri regionali del Partito democratico. Summit aperti alla stampa, ma non alle altre forze della coalizione. Noi di Sel abbiamo appreso tutte le decisioni della giunta regionale dai giornali e dalle notizie diffuse in rete. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sebi Romeo, nel replicare all’assessore Carlo Guccione che protestava per la sua non partecipazione alla nuova giunta regionale, ricordava a Guccione che lui non aveva partecipato a quella sorta di “caminetto” tra i vari capi corrente del Pd da cui sono usciti i nomi dei tecnici tra i quali Oliverio ha fatto le scelte per nominare il nuovo esecutivo: un esecutivo tecnico-monocolore Pd».

Tamburi di guerra: «Per quanto riguarda il futuro, prendiamo atto che non si è voluta la partecipazione della sinistra al governo della Regione, Dobbiamo ribadire che io personalmente e Sinistra Ecologia e Libertà, a differenza di quanto avviene in altri settori politici, non chiediamo assolutamente né incarichi che riguardino la Regione, né ricompense per la mancata partecipazione alla giunta, né posti di sottogoverno. Nessuna logica di scambio deve inficiare una libera e limpida dialettica politica».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?