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Forza Italia si lacera: atto di accusa contro Santelli
«Si dimetta, partito fermo». Convocato il gruppo

Calabria

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CATANZARO - Le nomine dei commissari provinciali di Forza Italia gettano nel caos il partito calabrese. Dopo le accuse dei consiglieri regionali Ennio Morrone e Giuseppe Graziano alla coordinatrice Jole Santelli, è l'altro consigliere Nazzareno Salerno a ufficializzare la posizione: «Il tempo è scaduto: Santelli si dimetta per il bene di Forza Italia. È urgente l’intervento del Presidente Berlusconi - incalza Salerno - unico vero leader carismatico in grado di trovare sempre la sintesi e guidare il partito verso una nuova rinascita». 

CONVOCATO IL GRUPPO REGIONALE - E per fare fronte al clima di tensione interno, il capogruppo in Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, ha convocato una riunione urgente del gruppo per la giornata di lunedì. «Il dibattito politico nel partito - ha sostenuto Nicolò - si è ormai fatto rovente e sta assumendo una rilevanza tale da non potere mettere oltre la testa sotto la sabbia. Per cui è necessario un colpo di reni ed alto senso di responsabilità per recuperare il primato della politica ispirato ai principi nobili per determinare i giusti equilibri. Ritengo, con grande serietà, coerenza e spirito di servizio, consumare ogni passaggio perché si possa giungere a soluzioni di agibilità politica che diano a Forza Italia la possibilità di sviluppare quell'auspicata progettualità per la quale il gruppo consiliare regionale si sta impegnando in questo primo squarcio di legislatura nell’attività politico-istituzionale per affermare un’alternativa di governo credibile».

LE ACCUSE DI MORRONE E GRAZIANO - Così negli azzurri calabresi si apre una lotta interna dai contorni ancora tutti da chiarire. Sotto accusa, come hanno spiegato Morrone e Graziano, è finita «la mancata decisione sulla designazione del nuovo coordinatore provinciale di Forza Italia di Cosenza minacciano l’avvio di un’azione di sfiducia nei confronti dell’attuale coordinatore regionale forzista». 

Santelli ha, infatti, nominato Domenico Tallini coordinatore provinciale a Catanzaro e Giuseppe Mangialavori a Vibo Valentia, lasciando ferme le altre realtà. Ma a stuzzicare il clima interno è la decisione della stessa coordinatrice di nominare a Cosenza un coordinamento, e non un singolo consigliere regionale come avvenuto nelle altre realtà.

Così è scattata la bagarre. Morrone e Graziano non hanno dubbi: «È una situazione di stallo preoccupante che ingessa le attività politiche di un partito che sia a Cosenza che in provincia è caratterizzato da un grande fermento di idee e consensi ed è in procinto di avviare una nuova e lungimirante programmazione in vista delle ormai imminenti consultazioni elettorali locali. Non capiamo quali siano le remore dell’onorevole Santelli». 

LA DIFESA DI SANTELLI - A loro ha replicato la stessa Santelli: «Io a Cosenza non ho mai pensato ad un coordinamento unico ma sempre ad un coordinamento composto da più persone, vista la complessità e l'ampiezza della provincia cosentina. Nomi sui cui c'era ampia condivisione. La richiesta dei consiglieri regionali di far parte del coordinamento era stata recepita e a questo si è lavorato sino a stamani. I criteri di scelta nelle altre province non sono stati basati sul ruolo di consigliere regionale - ha aggiunto - bensì su figure capaci di ridare linfa all'azione politica del partito. Occorre tener conto, certamente, dei consiglieri regionali ma non vedo il motivo di non valorizzare in questa esperienza anche i rappresentanti dei giovani o persone di esperienza e voglia di fare e lavorare. Un partito non si costituisce ad escludendum o trasformando tutto in un incontro sul ring.  Forza Italia deve essere oltre che apparire un partito libero ed aperto e non egemonizzato. Questa è la mia linea - ha concluso Santelli - ed il mio modo d'intendere la politica ed il partito».

LA SCURE DI SALERNO - Nazzareno Salerno, però, ha usato parole di fuoco: «Bisogna intervenire e anche subito: la situazione nel partito è devastante, ci sono fratture in tutti i territori. Emblematica è la situazione su Cosenza dove due consiglieri regionali del calibro di Morrone e Graziano sono stati letteralmente costretti a far sentire la loro voce in maniera forte». 

Ma il consigliere regionale ha bocciato il ruolo della coordinatrice su tutti i fronti: «Non ci sono attività a livello regionale - ha affermato - praticamente da un anno a questa parte è tutto fermo. Il vero problema è che non si può fare il coordinatore da Roma
svegliandosi di colpo dal letargo per effetto dell’urlo della sirena accesa dal Presidente Berlusconi per rinnovare il partito (sostituendo i coordinatori regionali) al centrosud. Solo quando ha sentito odore di bruciato e vedendosi scivolare la poltrona di coordinatrice, Santelli ha tirato fuori la sciabola per difendere se stessa e la sua postazione senza pensare minimamente alle ferite che quella sciabola ha inferto al partito. Anche il risultato delle scorse regionali poteva essere
migliore e alle ultime amministrative di Vibo Valentia e Lamezia Terme ha preferito non presentare il simbolo, dimenticandosi del
momento difficile che sta attraversando Forza Italia e non comprendendo che le liste di partito in tutti i Comuni rappresentano un punto di riferimento ed il segnale che il partito è vivo e presente. E invece la gestione è andata in tutt'altro senso: candidati ed ex consiglieri regionali che hanno contribuito con la loro affermazione elettorale al risultato del partito - ha sostenuto ancora Salerno - sono stati collocati nel dimenticatoio, brillanti amministratori sono stati totalmente ignorati, fedelissimi e giovani attivisti del partito sono stati abbandonati. Un’assemblea regionale non è mai stata convocata, nessuna iniziativa degna di rilievo è stata messa in campo. Insomma - ha concluso il consigliere regionale - una gestione da cerchio magico». 

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