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Riforme, il Senato approva il Ddl Boschi
La Calabria rappresentata da tre senatori

Calabria

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ROMA - Il Senato ha approvato il disegno di legge Boschi che riforma il Senato stesso e il Titolo V con 179 voti a favore, 16 contrari, 7 astenuti. Ora il ddl tornerà alla Camera che dovrà ratificare le modifiche introdotte. Quella che il ministro Boschi ha definito «una giornata storica per l'Italia» sarà ricordata per una riforma votata a favore solo dai partiti di maggioranza che sostengono il governo. Le opposizioni (M5S, Lega, Forza Italia e Sel), fatta eccezione per i fittiani che hanno votato contro, non hanno partecipato al voto. Tra i "dissidenti", nel Pd Walter Tocci, Corradino Mineo e Felice Casson; in Forza Italia Bernabò Bocca e Riccardo Villari hanno invece votato a favore, in dissenso dal gruppo. Si sono astenuti i senatori tosiani, così come la senatrice a vita Cattaneo (i voti di astensione al Senato equivalgono a voto contrario). Dalla maggioranza fanno osservare che i voti dei verdiniani sono solo voti "aggiuntivi" e non "determinanti". Da registrare la protesta di M5S e Forza Italia i cui rappresentanti, quando ha preso la parola Giorgio Napolitano, sono usciti dall'aula.

Il testo passerà ora alla Camera che, secondo le intese nella maggioranza, dovrebbe semplicemente confermarlo senza apportare alcuna modifica: cosa che dovrebbe avvenire entro Natale. A quel punto, come prevede l’articolo 138 della Carta per le modifiche costituzionali, il ddl Boschi sarà nuovamente sottoposto al Senato e alla Camera ad una seconda e definitiva approvazione.

COSA CAMBIERA'? Ben dieci regioni avranno due soli senatori nel nuovo Senato previsto dal ddl Boschi, uno dei quali sarà un sindaco, e uno solo quindi sarà un Consigliere regionale "scelto" dagli elettori. Il dato deriva dalla ripartizione dei seggi in base all’ultimo censimento, effettuato nel 2011.  La Lombardia, con i suoi 14 senatori sarà la regione con il maggior peso specifico. Alla Calabria ne toccherebbero solo 3

La Riforma prevede un Senato composto da 95 «senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica». Dei 95 senatori eletti, 21 sono scelti tra i sindaci, e gli altri 74 nell’ambito dei Consigli Regionali, sulla base delle indicazioni degli elettori (la specifica legge elettorale dovrà essere successivamente varata).

Il numero dei senatori di ciascuna regione dipende dal peso demografico, con il limite minimo di due senatori per Regione, cosa che premia le Regioni molto piccole come Val d’Aosta e Molise, e danneggia le Medie come le Marche. 

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