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Il grido d'allarme di Legambiente sull'emergenza rifiuti
«Dalla Regione non arriva nessuna programmazione»

Calabria

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CATANZARO - Benché da alcuni mesi l'attenzione sia rivolta principalmente sul settore sanità (LEGGI LE NOTIZIE SULLA SANITA') non è certo quella la sola emergenza che attanaglia la Calabria. Al centro dell'attenzione di Legambiente, infatti, vi è anche la situazione dei rifiuti e della loro gestione che sebbene da poco più di un anno sia uscita dalla fase di commissariamento mantiene aperte tutte le problematiche che i commissari in decenni non sono riusciti a risolvere.

Legambiente lancia il suo allarme richiamando l'attenzione della Giunta regionale e ricordando come «il 13 maggio 2015 il presidente Mario Oliverio ha emanato la sesta ordinanza contingibile e urgente di "Disposizioni in ordine alla gestione dei rifiuti solidi urbani della Regione Calabria".

L'emergenzialità del sistema non piace all'organizzazione ambientalista che rinnova le proprie proposte «per arrivare ad una gestione sostenibile dei rifiuti e in particolare dotarsi di una legge regionale che metta mano all'organizzazione e alle forme di gestione; avviare la raccolta differenziata 'porta a porta' con un sostegno economico e tecnico ai Comuni; creare impianti di gestione della frazione organica diffusi sul territorio e utilizzare la leva fiscale per fermare l’utilizzo delle discariche e incentivare le virtuosità di Comuni e cittadini».

Insomma, Legambiente vuole una svolta che sia vera e definitiva e che vada oltre ai proclami e alle promesse di cambiamento. In questo senso si ricorda come «nell'incontro del 19 giugno scorso Legambiente Calabria ha presentato al presidente Oliverio e al direttore generale del dipartimento regionale Ambiente le proposte per il nuovo Piano rifiuti, il governatore aveva affermato che l'obiettivo della Regione è di realizzare impianti che consentano lo smaltimento dei rifiuti a impatto zero ed aveva aggiunto "Dobbiamo puntare alla realizzazione di un nuovo percorso fatto di obiettivi chiari e trasparenti"».

Tuttavia, «In questi quattro mesi, non solo non è stato realizzato un nuovo percorso ma nulla è stato fatto e si è continuato a smaltire i rifiuti in discarica e nessuna nuova politica è stata avviata per diminuire i rifiuti e aumentare la differenziata».

In sostanza, «gli unici atti concreti - prosegue Legambiente - sono state due ordinanze del primo ottobre», la prima riguardante una proposta di ordinanza per il conferimento del sottovaglio umido parzialmente stabilizzato in discarica, e la seconda su una proposta di ordinanza contingibile ed urgente per l'esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani.  Due atti che concretamente si preoccupano solo di prorogare «fino al 13 novembre 2015 la diminuzione dei tempi di maturazione della frazione organica solida (Fos) dei rifiuti del 50%, aumentando in modo surrettizio la capacità di trattamento degli impianti esistenti» e «fino al 31 dicembre 2015 l’autorizzazione all'esercizio degli impianti di trattamento privati esistenti sul territorio regionale», e che secondo Legambiente non fanno altro che certificare che «non esiste una programmazione da qui alla loro scadenza. Credevamo - conclude la nota dell’associazione - che la logica del commissariamento fosse finita, quella ha portato le trattative private, gli affidamenti diretti e lo sperpero di un miliardo di euro senza migliorare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e con costi altissimi in tutti i comuni della regione. Non capiamo, inoltre, il perché ancora dopo mesi non si pubblichi il decreto sulla vicenda Battaglina».

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