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Wanda Ferro contro Oliverio: «Non sta governando»
La Regione impantanata «in un immobilismo preoccupante»

Calabria

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CATANZARO - Un attacco fermo e una condanna senza appello quelli mossi dalla vice coordinatrice regionale di Forza Italia nonché candidato per il centrodestra alle ultime elezioni regionali, Wanda Ferro, e destinatario degli strali è il presidente della Regione, Mario Oliverio.

La Ferro denuncia come «sembra improvvisamente calato un preoccupante sipario sulla nostra regione, dilaniata da quasi un anno di governo, o meglio di non governo, targato Oliverio». Per l'esponente politico del partito di Silvio Berlusconi «i venti di cambiamento che avevano soffiato in campagna elettorale sono diventati brezze leggere prima e calma piatta poi, in un mare di problemi che affliggono i cittadini calabresi ove, smarrita la rotta (ammesso che il governatore l'abbia mai tracciata), la nave è alla deriva in attesa che qualche vento la sospinga verso la meta».

Superando la propria metafora, poi, l'ex presidente della Provincia di Catanzaro evidenzia come «il trasferimento degli uffici regionali nella nuova sede di Germaneto poteva rappresentare una occasione di ritrovato entusiasmo e, l’abbinamento di ciascuna zona del nuovo palazzo ad ognuno dei venti della "rosa dei venti", sembrava un buon auspicio. Ma Eolo non è stato clemente e i troppi venti della rosa hanno evidentemente confuso il governatore che ha scelto la "calma piatta", ha lasciato il comando della nave in attesa degli eventi».

Detto ciò Wanda Ferro rimarca come «Oliverio ha il dovere politico di rispondere ai calabresi che hanno il diritto di sapere» perché «sembra che non ci sia nulla che sia diverso da ieri». Confessando di aver «confidato nel senso di responsabilità del governatore ed avevo auspicato che non ricorresse al Tar contro la sanzione interdittiva comminata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (LEGGI LA NOTIZIA SULLA SANZIONE) nel rispetto di una Istituzione Nazionale sovraordinata a quella regionale» (LEGGI LA NOTIZIA DELLA DECISIONE DEL TAR CALABRIA) l'antagonista di Oliverio alle ultime regionali si chiede «se il governatore proporrà appello al Consiglio di Stato o se proporrà il ricorso al Tar Lazio o se ancora rinuncerà, come saggiamente dovrebbe, a proseguire una battaglia giuridica che, anche se lo vedrà vincitore, saranno già trascorsi, o quasi, i tre mesi di interdizione. Ai calabresi non importa se quella nomina poteva essere fatta o meno. Ai calabresi non importa se nel periodo di interdizione del presidente le nomine saranno effettuate dal vicepresidente. Ai calabresi non importano le battaglie personali di Oliverio che ne fa una questione di principio. I calabresi vogliono che non si mettano in piedi sceneggiate per la soddisfazione di pochi e che non cali il sipario sui veri problemi della nostra terra schiacciata da una crisi economica e d’identità senza precedenti».

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