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Tour calabrese del Ministro della Giustizia Orlando
Al tribunale di Vibo Valentia un sit in di protesta

Calabria

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VIBO VALENTIA - Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando è giunto a Vibo Valentia iniziando il suo tour nei tribunali italiani dove il servizio della giustizia civile verso i cittadini incontra le maggiori difficoltà. Orlando ha incontrato i vertici degli uffici giudiziari e i rappresentanti della magistratura, dell’avvocatura, del personale amministrativo e delle organizzazioni sindacali per discutere delle difficoltà e dei disagi riscontrati e per individuare le soluzioni più idonee e rapide per riportare la produttività su migliori standard di efficienza.

Da segnalare che alcune persone hanno partecipato ad un sit-in nei pressi del Tribunale. Si sono ritrovati alcuni lavoratori, organizzazioni sindacali, e persone che sostengono di essere vittima di malagiustizia. Il sit-in si è svolto in modo tranquillo e senza particolare clamore. Tra i manifestanti anche il padre di Filippo Ceravolo, il giovane di Soriano ucciso per errore il 25 ottobre del 2012 durante la faida tra le cosche della 'ndrangheta delle Preserre vibonesi e per il quale è stata chiesta l'archiviazione (LEGGI). L’uomo chiede che vengano individuati gli autori dell’omicidio del figlio. In serata lo stesso Orlando lo ha incontrato. L'uomo, Martino Ceravolo, ha chiesto al Ministro che le indagini proseguano per individuare gli autori del delitto. Il Ministro, secondo quanto si è appreso, ha portato la propria vicinanza alla famiglia garantendo la sua attenzione sul caso.

«E' stato un pomeriggio molto utile, di lavoro, non certo una passerella. Abbiamo sviscerato i problemi e rimarcato i punti di forza che ci sono anche in una realtà come questa vibonese in cui vi è una situazione di arretrato pregresso significativo» ha detto Orlando. Il Ministro ha illustrato gli interventi da attuare: in particolare sul fronte del personale amministrativo, precisando, tuttavia che «nella realtà vibonese non insistono gravi patologie come in altre. Non voglio che questa visita sia sospesa nel nulla, torneremo tra qualche mese per vedere gli effetti e affronteremo un altro tema, quello della situazione edilizia del Tribunale di Vibo, cioè della nuova struttura di Via Lacquari, che allo stato risulta incompleta ma che ha visto erogare dal Cipe 11 milioni di euro».

IL PROCESSO TELEMATICO - «Il processo civile telematico in questa realtà, al contrario che in altre, è partito con grande forza. Le sofferenze - ha aggiunto Orlando - sono quelle che ci dicono i numeri: una situazione di arretrato pregresso significativo, di un tempo del processo civile lungo. Ma in questa realtà c'è stata una disponibilità di tutti i soggetti del comparto giustizia che si sono rimboccati le maniche per sperimentare, un approccio che il presidente del Tribunale di Vibo ha dato sin dal suo insediamento».

LEGGE DI STABILITA' - «Far ripartire il Paese e ricostruire il lavoro sia uno degli obiettivi della sinistra riformista. Credo che questa legge di stabilità abbia questo obiettivo, e per la prima volta accanto al tema del rigore mette quello della crescita cercando di cogliere tutti i margini di flessibilità offerti dalla normativa europea» ha detto Orlando.

«Da tempo insisto - ha aggiunto - sull'esigenza di agire pure sul fronte del sostegno alla crescita anche attraverso il superamento delle ricette di rigore, e mi pare che questo obiettivo lo si stia cogliendo. Questo è un giudizio complessivo, poi ci possono essere singoli punti più o meno condivisibili, visto che la discussione è lecita, ma credo che la direzione di marcia non possa essere assolutamente negata: scende la pressione fiscale, c'è un sostegno alle imprese e un’attenzione alle fasce più deboli».

Domani il Ministro della Giustizia sarà a Lamezia Terme.

IL CASO – Una visita, quella di Orlando, che arriva poche ore dopo una significativa dichiarazione del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il quale, intervenendo a Roma in una tavola rotonda su racket e usura organizzata ha citato l’esempio della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, «dove ci sono soltanto sei magistrati che sono costretti addirittura a chiedere il rinvio dei processi perché non riescono a coprire le udienze. Serve dunque - ha aggiunto - rafforzare gli uffici giudiziari».

«Per superare il gap tra Nord e Sud che affligge il Paese – è l'opinione di Roberti - occorre combattere efficacemente la criminalità organizzata, ma non abbiamo apparati adeguati: forze di polizia e magistratura fanno il possibile ma ci sono organici giudiziari paurosamente inadeguati. Buona parte della questione meridionale è la questione criminale e la lotta alle mafie deve essere una priorità del governo».

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