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Il centrodestra calabrese prova a riorganizzarsi
Forza Italia in standby ma nel Reggino c'è fermento

Calabria

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COSENZA – Novembre è il mese dei morti ma anche dei vivi. Al punto da far risvegliare il centrodestra dal letargo in cui s’è cacciato dopo la provvisoria avanzata renziana. L’8 novembre, a Bologna, Matteo Salvini tenterà di dare la spallata al premier. Sono previsti pullman dalla Calabria da parte degli aderenti al movimento “Noi con Salvini” che schiera espressioni della destra storica. Con Salvini ci dovrebbe essere Silvio Berlusconi in quale vuole affidare il partito a una triade: Mariastella Gelmini (per il Nord), Antonio Tajani (per il Centro) e Stefano Caldoro (per il Sud).

Sempre l’8 novembre Raffaele Fitto con il suo CoR (Conservatori e Riformisti, praticamente un ossimoro) raduna i suoi a Roma al teatro Olimpico. Ma né Fitto né Verdini hanno molti adepti in Calabria, al netto del deputato Pino Galati che, appunto, è passato da Fitto a Verdini.

All’interno del centrodestra Forza Italia è in standby. La coordinatrice Jole Santelli fa leva sulla “polizza assicurativa” dei fratelli Occhiuto che vanno sul velluto sino a quando dall’altra parte della riva continua la lotta intestina. Le elezioni comunali di Cosenza della prossima primavera saranno la cartina di tornasole per riscrivere gli assetti di potere che si rifletteranno su tutta la regione.
A rafforzare questa impressione soccorre la circostanza secondo cui l’onorevole Ernesto Magorno non avrebbe più la maggioranza, né nella direzione né nell’assemblea del Pd. Tuttavia l’idea che Renzi possa mandare un commissario in Calabria, dopo Musi e D’Attorre, seda gli animi delle parti in conflitto e relega la discussione al tema specifico della sanità.

Ritornando a bomba: Wanda Ferro aspetta l’esito della Consulta. Se la sentenza le arride, in toto o in parte, racconteremo un’altra storia nelle prossime settimane. Nel frattempo le novità arrivano dall’onorevole Nino Foti, già fiero avversario di Peppe Scopelliti, che mercoledì scorso ha tenuto a battesimo il laboratorio di idee socio-politiche “LabSud”, dove il prefisso “Lab” indica anche la matrice mediatica. Gli organizzatori hanno spiegato che si tratta di «una piattaforma aperta alla partecipazione delle realtà pubbliche e private espresse dal territorio».

La sigla dell’evento riconduce a una sinergia tra l’Eurispes e la Fondazione Internazionale Magna Grecia. Accanto a Foti c’erano due sardi, l’onorevole Settimio Nizzi, berluscones, sindaco di Olbia, e il presidente di Eurispes Gian Maria Fara che è di Tempio Pausania. I convenuti “resteranno” a Roma a studiare?

Dietro, però, si scorge una riaggregazione politico-organizzativa del deputato reggino che ha accanto a sé il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, e tre sindaci di quel comprensorio: Antonio Messina (eletto con l’Ncd) di Villa San Giovanni, Giuseppe Pedà di Gioia Tauro e Giovanni Calabrese di Locri. Chi ha partecipato all’iniziativa romana ha intravisto un modo di fare massa critica intorno a una prospettiva di rilancio del centrodestra nella provincia di Reggio Calabria, in Calabria e in Italia.

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