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Nomine, accolto il ricorso al Tar del Lazio del presidente Oliverio
Sospesa la sanzione, la discussione nel merito sarà a maggio

Calabria

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CATANZARO - Il presidente della Regione Mario Oliverio ha vinto il ricorso, nella sua fase preliminare, al Tar del Lazio, legato alla sospensione dalla possibilità di effettuare nomine disposto dall'Autorità anticorruzione, dopo che lo stesso presidente del Tar del Lazio Francesco Corsaro con proprio decreto ne aveva già sospeso provvisoriamente l'efficacia (LEGGI LA NOTIZIA). La vicenda trae spunto dal caso della nomina a commissario dell'Asp di Reggio Calabria di Santo Gioffré (LEGGI LA NOTIZIA SULLA VICENDA) che non sarebbe stata consentita in quanto lo stesso Gioffrè si era candidato in precedenza a sindaco di Seminara, Comune ricadente nel territorio di competenza dell’ente. 

Il Tar del Lazio aveva ricevuto gli atti dopo che il Tar Calabria si era dichiarato incompetente a decidere (LEGGI LA NOTIZIA)

I giudici amministrativi, in composizione collegiale, hanno confermato la sospensione della sanzione dell’interdizione a conferire nomine irrogata dall’Autorità anticorruzione al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio fissando la discussione del merito al maggio 2016.

Il collegio (Dongiovanni presidente) ha così accolto il ricorso presentato dai legali di Oliverio, gli avvocati Alfredo Gualtieri e Oreste Morcavallo. 

«E' una buona notizia. Sono davvero soddisfatto. Quella del Tar del Lazio è una sentenza importante innanzitutto perché fa chiarezza sulla nostra correttezza amministrativa e sul rispetto della legalità anche in questa vicenda». Con queste parole Mario Oliverio ha accolto la decisione del Tar Lazio aggiungendo che «viene evidenziata la necessità di procedere ai necessari correttivi di una legislazione confusa e pasticciata, come d’altronde anche da parte del dott. Cantone è stato più volte evidenziato. Mi preme ricordare, anche in questa occasione, che la mia decisione di impugnare il provvedimento di sospensione dei poteri di nomina di fronte al Tar è stata dettata in primo luogo dalla necessità di contribuire a fare chiarezza e ad evidenziare, anche in sede giurisdizionale, la contraddittorietà di una legislazione in una materia così delicata che richiederebbe invece norme chiare e puntuali per dare efficacia all’azione per la quale vengono prodotte e alla necessità di contribuire a determinare regole certe».

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