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Sanità, mandato in scadenza per Scura e Urbani
Gli incarichi a rischio revoca entro la fine dell'anno

Calabria

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CATANZARO - Entro fine anno potrebbe essere azzerato l'ufficio del commissario per il piano di rientro. Negli ambienti parlamentari il provvedimento di revoca degli incarichi a Scura e Urbani viene dato per scontato e si indica la data di fine anno come termine ultimo. A dare un’accelerata alla rimozione dei due ha contribuito in modo determinante l’ultimo scontro tra il commissario e il sub commissario e i contrasti tra il commissario Scura e il direttore generale della programmazione sanitaria Renato Botti a cui sono seguiti due esposti e due denuncie penali della parlamentare del M5s, Dalila Nesci nei confronti di Urbani e nei confronti del direttore generale del ministero Renato Botti.

La vicenda Calabria stacreando seri imbarazzi a Palazzo Chigi e nei rappresentanti del Pd che hanno imposto la nomina di Scura che, agli occhi degli esponenti di governo nazionali, si sarebbe dimostrato caratterialmente non attrezzato al compito. E si ipotizza il futuro dei Scura e Urbani, il primo nel 2016 potrebbe tornare a fare il sindaco a tempo pieno di Alfedena, in Abruzzo, mentre per Urbani, invece, si profila una nuova nomina di sub commissario, forse in Campania.

Prima di procedere con l’azzeramento, però, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, d’intesa con i vertici del Pd e di Ncd, prova per l'ultima volta a mediare tra le parti convocando un vertice per dopodomani al ministero per un faccia a faccia che si preannuncia ad alta tensione. Urbani, che crede di avere la coscienza a posto, per la prima volta ieri ha parlato con i giornalisti, rompendo il “silenzio istituzionale” che si era dato dal primo giorno che ha messo piede in Calabria, spiegando al Corriere della Calabria ciò che ha fatto in questi anni, confermando che tutto ciò che Scura ha firmato in questi mesi, è frutto del suo esclusivo lavoro. Le sue parole sembrano un bilancio di addio. E se il sub commissario di fatto tenta una difesa d'ufficio dopo essersi beccato una denuncia dalla deputata del M5S Nesci a cui ha risposto con una contro querela, Scura, invece, si è infilato in una polemica molto delicata con il direttore generale programmazione sanitaria del ministero Renato Botti.

Quest'ultimo aveva giudicato “irricevibile” il decreto 109 con cui solo Scura aveva revocato un decreto del direttore generale Riccardo Fatarella che a sua volta aveva accolto una richiesta di Urbani in tal senso, per istituire il centro di riferimento regionale di Endocrinologia chirurgica presso l’unità operativa d del Mater Domini. Scura si è ribellato alla decisione di Botti e ha aperto un contenzioso con il ministero sostenendo che il suo incarico è “prioritario” rispetto a quello di Urbani e il sub non può avere un potere di veto su provvedimenti.

Su questo punto è stato chiesto ai ministeri affiancanti un parere di merito del decreto di Fatarella e nello stesso tempo, il ministero con una comunicazione venerdì scorso, ha smontato le tesi di Scura riepilogando tutti di decreti degli anni scorsi e anche della Regione Molise, in cui i ministeri ribadiscono la necessità che tutti i decreti debbono portare la firma della struttura commissariale nella sua interezza. Non si tratta, quindi di una prassi, ma c’è è riscontrabile nella stessa legge. Nella comunicazione di venerdì scorso, inoltre, si anticipa anche una verifica nel merito del provvedimento che, pare, il ministero della Salute ha giudicato legittimo.

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