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Zambrone, la minoranza propone la solidarietà con Parigi
ma il gruppo di maggioranza non vota la delibera in Consiglio

Calabria

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Il municipio di Zambrone

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ZAMBRONE – I 130 morti, i numerosi feriti e quello stato di terrore sono ancora negli occhi e nell'animo della gente. Per commemorare quelle vittime e condannare quei vili attentati terroristici di Parigi c'è chi ha esposto bandiere francesi, chi si è recato personalmente nella “Ville lumiere”, chi ha manifestato in silenzio e chi pregato in cuor suo.

Succede, poi, che a Zambrone, piccolo ma rinomato centro turistico del Vibonese, venga presentata in consiglio comunale una mozione di condanna del gesto e di vicinanza ai “cugini” d'Oltralpe e che questa tuttavia non venga votata dalla maggioranza nonostante, all'inizio dei lavori dell'assemblea fosse stato osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime.

L'argomento era stato inserito all'ultimo punto all'ordine del giorno. Sembrava un pro-forma visto quanto avvenuto quella tragica sera del 13 novembre scorso a Parigi. A far mettere nero su bianco sul programma dei lavori consiliari erano stati gli esponenti della minoranza Marina Grillo e Corrado L'Andolina. Una normalissima proposta che, sempre su richiesta dell'opposizione, era poi stata portata al primo punto. Solo che dopo l'intervento dei due rappresentanti è avvenuto il colpo di scena: il consigliere di maggioranza, Pasquale Tripodi, che ha parlato a nome di tutto il gruppo a sostegno della giunta guidata dal sindaco Giovanna Pileggi, ha espresso solidarietà al popolo francese ma ha annunciato, al contempo e alla presenza di una ventina di persone, che la compagine non avrebbe votato quella mozione. «E questo - secondo quanto denunciato sempre dalla minoranza - senza addurre alcuna motivazione».

Alla fine la proposta ha ottenuto soltanto i voti di L'Andolina, della Grillo nonché di un altro consigliere, sempre di minoranza, Quintina Vecchio, e quindi non è passata, così come quella sul femminicidio che sostanzialmente aveva gli stessi principi. Stop, quindi, ed esito della votazione finito a verbale. A lavori assembleari conclusi si è svolta una riunione tra il primo cittadino, la sua squadra e la maggioranza per affrontare la questione definita, da uno di questi, raggiunto al telefono, «delicata», ma la sensazione che l'amministrazione comunale sia incorsa in una “gaffe” appare più che evidente.

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