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C'è la via d'uscita per evitare il commissariamento
La Regione può ritornare a gestire la sanità

Calabria

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CATANZARO - Se la proroga dei commissari della sanità sia illegittima lo deciderà la magistratura, ma non c'è dubbio, anche in base alla risposta che il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo ha dato la scorsa settimana all'interrogazione della deputata del M5S Dalila Nesci che paventava la decadenza automatica dei commissari con la fine del Piano Operativo, che l'iniziativa parlamentare, supportata dall'ex dirigente del Piano di Rientro, Gianluigi Scaffidi, ha un suo fondamento e ha aperto gli occhi alla politica regionale, sempre più attenta alle polemiche che ai fatti, su come stanno le cose. Bisogna ora capire se la Regione è consapevole che c'è una via d'uscita dal commissariamento, ance se ci risulta che ci sta lavorando sia in chiave tecnica che politica.

A fine anno scade il piano operativo, ed è vero che secondo la legge 191/2009 articolo 88 bis “i programmi operativi costruiscono prosecuzione e necessario aggiornamento degli interventi di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del piano di rientro». Ma è opinabile che i commissari decadano con la scadenza dei piani, ma è la Regione che deve attivarsi per uscire dalla gestione straordinaria e lo deve anche dimostrare con i fatti e non con le parole.

L'articolo 88 della legge 191/2009 indica il percorso per uscire dal programma commissariale e lo anche detto in aula il sottosegretario facendo rilevare un fatto politico: “Non risulta a questo Ministero che gli organi istituzionali della Regione Calabria abbiano, né nel 2013 (c'è Scopelliti e non aveva intenzione di uscire visto che lo ha chiesto ndr) né ora nel 2015, manifestato l'intenzione di presentare un nuovo piano di rientro, solo a seguito dall'approvazione del quale, con delibera del Consiglio dei ministri, al termine della procedura di cui all'articolo 2, commi 78 e 79, della legge n. 191 del 2009, è previsto il passaggio dalla gestione straordinaria commissariale alla gestione ordinaria regionale, peraltro secondo i tempi e le procedure definite nel medesimo nuovo piano di rientro, così come prescritto all'articolo 2, comma 88, che ho già citato, della legge n. 191 del 2009.”

Così come ricostruisce il Quotidiano in un servizio pubblicato oggi sull'edizione cartacea, stante la legge, hanno ragione Nesci-Scaffidi a sostenere che il destino del commissariamento e dei commissari è nelle mani della Regione che ha le sue carte da giocare.

Nell'articolo si evidenzia la gestione approssimativa del commissario, come stanno rilevando i ministeri, che non sta portando alcun beneficio ai calabresi. Ecco quello che si presente per la Regione è una grande opportunità per porre fine alla stagione fallimentare del commissariamento.

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