Salta al contenuto principale

Terrorismo, Gratteri: «Fiducia nella polizia
Ma nessuno in Europa è a rischio zero»

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 6 secondi

CATANZARO - «Penso che la minaccia terroristica sia proporzionale all’impegno, all’esposizione ed all’azione che uno Stato europeo ha messo in atto nel nord dell’Africa ed in Medio Oriente. Il rischio zero, in sostanza, non esiste, ma io sono fiducioso nella nostra polizia giudiziaria».

Lo ha detto il Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, parlando con i giornalisti a Catanzaro a margine del Seminario formativo organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Calabria sul tema "Tra legalità declamata e legalità come valore fondante. Il ruolo dell’informazione».

«Cosa diversa e più complessa - ha aggiunto Gratteri - sono i servizi segreti, di cui non conosco il grado di penetrazione nel territorio perchè non mi compete saperlo».

Secondo il magistrato, «in teoria in Italia può verificarsi un attentato con l’azione suicida di un kamikaze che si fa esplodere in una grande città. E più grande é la città, più grande sarebbe il risultato mediatico di un’eventuale azione terroristica. Non c'é, peraltro, uno Stato europeo che può sentirsi al sicuro ed immune da questo pericolo perché riguarda, in realtà, l’intero continente. E il rischio per l’Italia aumenta man mano che cresce l’impegno dello Stato in Africa ed in Medio Oriente».

Gratteri si è anche soffermato sul "processo a distanza", già passato all’esame della Camera. «Tutti i detenuti ad alta sicurezza, in base a questa norma -ha aggiunto Gratteri - seguiranno in videoconferenza il processo cui sono interessati come indagati o come imputati, o come testimoni per reato connesso o anche una causa in cui sono coinvolti perché si devono separare dalla moglie. Questo determina, in particolare, tre benefici: non consente a 30 o 40 detenuti ad alta sicurezza, come avviene adesso, di restare
detenuti nello stesso carcere per 5-6 mesi e 5-6 ore nell’aula d’udienza; evita il rischio di evasione e in più consente di risparmiare diecimila uomini della polizia penitenziaria al giorno, su un organico di 44 mila unità, per le traduzioni, con un risparmio a fine anno di 70 milioni di euro. Somma che potremo utilizzare per assumere personale per la polizia giudiziaria e per le forze dell’ordine in generale e cancellieri e segretari negli uffici giudiziari». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?