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Il Consiglio Regionale vara l'assestamento al Bilancio
Oliverio ammette i problemi e rilancia sul futuro

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Arriva da parte della massima assemblea regionale l'approvazione dell'Assestamento di bilancio 2015. A dare il sì definitivo al provvedimento contabile è la sola maggioranza che sostiene la giunta del presidente Mario Oliverio che ha anche dato il via libera alle "modalità di ripiano del maggior disavanzo derivante dalle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi ai sensi del decreto legislativo 118/2011".

Niente da fare, su richiesta del consigliere Carlo Guccione, invece per la «Variazione al Bilancio di previsione del Consiglio regionale 2015-2017 ai sensi dell’art. 18, comma 1, del Regolamento interno di Amministrazione e Contabilità» e soprattutto per la proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale sul «Differimento dei termini di conclusione delle procedure di liquidazione o di accorpamento di persone giuridiche, pubbliche o private, previsti da disposizioni di leggi regionali». 

Da parte sua il Presidente della Giunta Oliverio ha ricordato, che l'assestamento è «un provvedimento che giunge a conclusione dell’esercizio finanziario, oltre che dell’anno solare. Dico questo - ha aggiunto - perché un atto di questa natura oltre a dover fare i conti con le risorse disponibili è un atto che deve corrispondere alle emergenze ed alle necessità rispetto alle quali con il Bilancio di previsione non si è riusciti a rispondere o su vicende emerse nel corso dell’anno a cui dare risposte».

Ma nel corso della discussione il governatore ha anche riconosciuto in riferimento alla situazione debitoria della Regione che «il buco c'è e ci sono responsabilità di lungo periodo. Su questo dettaglieremo tutto, società per società. Il vero problema è però su come si avvia un processo di riforma e di risanamento». E sotto questo profilo Oliverio ha proposto due società: «Calabria lavoro, la finanziaria regionale ricondotta alle sue funzioni, e l’Agenzia per lo sviluppo. Organi con funzioni e regole precise, e obiettivi di risanamento pubblico a partire dalle risorse comunitarie».

Gli obiettivi del futuro, invece, saranno: «Trasporto pubblico locale, nuove linee guida dei rifiuti e legge urbanistica. Strumenti di vitale importanza per la vita della nostra regione, che saranno accompagnati da un processo di semplificazione delle procedure, anche perché la operatività dei programmi comunitari impone questo. Infine la sanità».

Proprio su questo argomento il presidente della Regione ha voluto chiarire che non esiste «un duello tra Oliverio e Scura (GUARDA L'ULTIMO INCONTRO). Non c'è nulla di tutto questo. C'è, invece, una preoccupazione; cinque anni di commissariamento hanno aggravato la condizione sanitarie nella nostra regione. Maledetto quel giorno in cui si è andati a Roma a chiedere il commissariamento, illudendosi che ci sarebbero stati meno impacci, bypassando il confronto democratico, senza minimamente immaginare che il commissario avrebbe comportato automaticamente l’accensione di altri vincoli ed altri ingranaggi, come il blocco del turn-over che hanno ingessato la sanità. C'è un peccato originale da cinque anni».

Per poi concludere che «il commissario, come istituzione, ha fallito. C'è un problema dell’istituto del commissario che ha fallito, così come nel settore rifiuti, dove dal '97 fino a due anni fa sono stati macinati un mld e 200 mln. Ecco perché bisogna riflettere su questo per rimettere la situazione con i piedi per terra e superare il commissariamento», aggiungendo la necessarietà di rinegoziare il piano di rientro. «Con questo schema - ha spiegato - non si uscirà mai da questa condizione, perché si è costretti ad operare con una gabbia di vincoli. E’ tempo di una assunzione di responsabilità delle classi dirigenti locali, a partire dal presidente della Giunta e dal Consiglio regionale».

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