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Maxi finanziamento per il rischio idrogeologico
A Catanzaro l'inchiesta su Calabria Verde si allarga

Calabria

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CATANZARO – In procura gli autori dell’annullamento del bando di gara di 32 milioni di euro. Dopo il direttore generale di Calabria Verde, Paolo Furgiuele – sentito nella veste di persona informata sui fatti, per oltre cinque ore, dal procuratore vicario di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, in ordine al bando annullato – oggi varcherà la soglia della procura della Repubblica di Catanzaro, il dirigente dell’ente in house della Regione, Lucrezia Zurzolo, cofirmataria del drastico provvedimento, che ha sancito la perdita dell’ingente contributo comunitario previsto per la Protezione Civile e il potenziamento, con mezzi e attrezzature speciali, dell’antincendio boschivo.

Il dirigente Lucrezia Zurzolo, nell’atto “attenzionato” dalla magistratura inquirente, ha sostituito l’avvocato Giuseppe Campanaro, dirigente degli Affari legali dell’azienda sub-regionale, che lo scorso 26 novembre, non era in servizio per un viaggio fuori sede. È stato questo dirigente, quindi, ad affiancare il direttore generale dell’azienda, stazione appaltante, in una decisione così impegnativa. Ed ora la dottoressa Zurzolo da testimone sentito a verbale, dovrà dare la sua versione dei fatti. Tre giorni prima della delibera di annullamento del bando di gara milionario, la Guardia di Finanza si era recata nella sede di Calabria Verde, proprio per acquisire gli atti di quell’appalto (stanziato con fondi comunitari Por Fesr 2007/2013).

A seguire, secondo indiscrezioni trapelate, potrebbe esser convocato in procura il dirigente dell’azienda strumentale, Alfredo Allevato, responsabile della procedura per la gara d’appalto. Dirigente entrato in rotta di collisione col direttore generale dell’ente in house, anche sul punto fondamentale della gara annullata: l’ingegnere Allevato, nel mentre il manager di Calabria Verde stava redigendo l’atto di annullamento della gara, stava, infatti, procedendo all’interpello per la formazione della commissione giudicatrice e non sarebbe neanche stato informato della scelta adotta in “autotutela” dal direttore generale Furgiuele. Ufficialmente il bando di gara è stato annullato per la mancanza di una comunicazione formale da parte della Regione, attestante l’esistenza di risorse finanziarie finalizzate alla selezione pubblica. Ma gli investigatori su tale motivazione ufficiale hanno qualche dubbio da chiarire.

ACQUISITI ANCHE GLI ATTI SU UN FINANZIAMENTO DI 102 MILIONI. Le Fiamme Gialle, su delega del pubblico ministero, hanno acquisito anche i carteggi relativi ad un altro mega finanziamento di 102 milioni di euro, confluito nell’Azienda Calabria Verde per l’esecuzione «d’interventi di mitigazione dal rischio frana e dal rischio esondazione in tanti punti critici della nostra regione». Di questi 102 milioni, 60 sarebbero già stati spesi. Nei giorni scorsi, a tal riguardo, si è tenuta una riunione in Regione, fra i dirigenti di Calabria Verde e il dirigente del dipartimento presidenza, Giuseppe Bianco. Fonti attendibili riferiscono che nell’incontro si sarebbe discusso delle modalità di rendicontazione dei flussi di spesa del contributo comunitario, in quanto la Regione, rispetto alla modalità seguita dall’ente strumentale per la rendicontazione in argomento (stilata da Calabria Verde, tenendo presente il lavoro effettuato sito per sito), pretenderebbe una tracciabilità più dettagliata dei flussi, con l’indicazione dei bonifici lavoratore per lavoratore, impiegato nel dato sito d’intervento. Adesso, bisognerà capire quali verifiche ha in programma la procura della Repubblica su tale finanziamento. Certamente gli approfondimenti investigativi saranno capillari. Tra l’altro, anche altri appalti gestiti da Calabria Verde sarebbero destinati a finire sotto la lente dei pm. L’indagine, dunque, si estende a tutta l’avvità della società sub-regionale, che ha sostituito l’Afor nel 2014.

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