Salta al contenuto principale

I democratici calabresi divisi tra la Leopolda e Roma

E intanto Renzi annuncia Leonardi candidata a Platì

Calabria

Tra le presenze segnalate alla convention del Partito Democratico anche Rosanna Scopelliti

Tempo di lettura: 
3 minuti 9 secondi

CATANZARO – Diversi democrat calabresi hanno passato il weekend politico abbeverandosi alla fonte. I renziani sono andati alla Leopolda di Firenze e i bersaniani si sono ritrovati al teatro Vittoria di Roma. Poi c’è chi, come il presidente Matteo Orfini, ha detto all’Huffington Post: «Io, come faccio tutti i sabati, andrò nelle periferie di Roma dove il Pd fa storicamente una gran fatica. Ho un’importante assemblea a Pietralata». O come, per restare nel range calabrese, l’onorevole Brunello Censore e il consigliere regionale Michele Mirabello che sono rimasti a Serra San Bruno a presentare il libro sul riformismo d’antan di Michele Drosi. Anche ieri c’è stato il gioco del chi c’era e chi non c’era. L’onorevole Rosanna Scopelliti (Ncd) è stata vista alla Leopolda, mentre la pr Francesca Immacolata Chaouqui, che è incinta, sul suo profilo facebook ha postato: «Non sono andata oggi a Firenze perché ho portato il mio piccolissimo eroe a fare la sua prima visita seria. L’anno prossimo ci sarò».

Tra i più attivi renziani si è segnalato Giovanni Russo, consigliere comunale Pd di Vibo Valentia. Ma sono state soprattutto le donne a farsi notare. È il caso di Maria Grazia Messineo e Anna Rita Leonardi le più dinamiche a sostenere la causa di Platì (LEGGI LA NOTIZIA DELLA PRESENTAZIONE DI ANNA RITA LEONARDI). E sebbene la Leopolda 6 sia stata declinata al maschile, “Terra degli uomini”, s’è registrato un intervento programmato sul tema “Integrazione e emigrazione” da parte Francesca Anna Casella, vicesindaco di Diamante. «Il fenomeno dell’immigrazione - dice la Casella in un passaggio - ha bisogno di essere compreso non contato, perché stiamo parlando non di numeri ma di uomini, donne e bambini, offesi nella dignità e nel valore di essere umani che fuggono da luoghi dove i diritti sono calpestati e la vita è negata. Stiamo parlando di persone cui vanno comunque garantiti rispetto e promozione dei diritti umani, a cui non servono le accuse e le polemiche leghiste né i populismi e la demagogia ma soluzioni e azioni concrete, condivise e coordinate, da parte dell’Unione Europea, dell’intera comunità nazionale e internazionale. I viaggi della speranza sono la vergognosa conseguenza delle nostre colpe politiche ed economiche, dello sfruttamento da parte di un Occidente opulento e capitalistico che ha fondato la propria ricchezza sulla povertà e sulla sofferenza di altri popoli». Aggiungendo: «L’immigrazione non è solo una questione politica. È innanzitutto una questione di civiltà che chiede il coinvolgimento e il contributo di tutti e di ciascuno. Che interroga profondamente la nostra coscienza, il nostro essere “Terra degli uomini”, il nostro sentirci cittadini del mondo, soprattutto in questo particolare momento storico in cui lo sgomento e il dolore per i tragici attentati terroristici di Parigi potrebbero facilmente alimentare il rifiuto dell’accoglienza e la paura dell’altro».

E a Roma? Dice Tonia Stumpo che c’è stata: «A Roma eravamo in tanti e abbiamo parlato di politica coniugata a sinistra. Ritorno in Calabria più carica e convinta che la politica è bella e necessaria per cambiare in positivo il Paese, mettendoci al servizio dei più deboli». Tra i non-renziani presenti nella Capitale: la senatrice Doris Lo Moro, i deputati Enza Bruno Bossio e Nico Stumpo, il capo gruppo al Consiglio regionale, Seby Romeo, il notaio Antonio Lo Schiavo di Vibo Valentia, Tina Zaccato, Ketty Belcastro e Berto Liguori. Infine, il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini ha nominato commissario della federazione di Catanzaro l’ex consigliere regionale Pd Piero Amato.

Intanto sul palco della Leopolda Matteo Renzi lancia Annarita Leonardi, la trentenne «che sfidando i benpensanti con coraggio e incoscienza», si candiderà a fare il sindaco di Platì, comune calabrese più volte sciolto per mafia. È lei, spiega Renzi, il simbolo di una classe dirigente che del «coraggio» fa la sua cifra, anche contro la criminalità. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?