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Trentenne calabrese incoronata da Renzi per Platì
Leonardi: dai flop elettorali agli exploit sui social

Calabria

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IL segretario democratico/Premier Matteo Renzi ci ha fatto scoprire che anche la Calabria ha la sua Leopolda. Una fucina di volti nuovi ed inesauribili energie dalla quale attingere a piene mani per cambiare il volto della nostra regione. Emblema della politica calabra 2.o è Annarita Leonardi, incoronata dalla stazione politica più famosa d’Italia quale nuovo candidato sindaco per la città simbolo della lotta alla ‘ndrangheta, Platì, con sul groppone due commissariamenti per mafia e sindaci morti ammazzati.

Ma chi è Leonardi, la donna che Renzi ha scelto per combattere la ‘ ndrangheta? 30 anni figlia di una battagliera e vera sindacalista, come Elisa Gambello, presenza fissa e costante accanto all’ex assessore Nino De Gaetano ed al capogruppo Pd, Seby Romeo che renziani non sono mai stati ed eletta all’assemblea regionale per l’area di Massimo Canale contro il renziano Magorno, è bersaniana in Calabria e renziana altrove, saltò le prime Leopolde per partecipare alle bersaniane kermesse di “Finalmente sud”. Contratto in tasca come collaboratrice del parlamentare Luigi Lacquaniti, eletto con Sel poi al Pd, è passata poi dalla sinistra socialdemocratica bersaniana al renzismo più fanatico.

RENZI E LEONARDI: LA PRESENTAZIONE ALLA LEOPOLDA

Più conosciuta per l’onnipresenza sui social che per la politica attiva, però, il pallino dell'elezione ovunque ed in qualunque postazione utile l'ha sempre avuto, giammai per sè stessa, ma solo per amor di popolo: oggi di Platì (come ha dichiarato dal palco della Leopolda), ieri della Svolta di Falcomatà (voti presi circa 370 e non sufficenti all’ingresso a Palazzo San Giorgio) e l'altro ieri alle ultime regionali vinte da Scopelliti (indimenticabili i suoi 83 voti).

Della politica 2.0 ha assimilato il perfetto sincronizzato utilizzo dei Socialmedia: Fb e Twitter, campi dove ha espresso al meglio le sue battaglie politiche, accanto ai mille selfie con tutti i big che di volta in volta il Pd incorona, è diventata nota alle cronache Social per aver rintuzzato, naturalmente in un post, il Governatore Scopelliti richiamandolo alla raccolta della monnezza, scatenando la follia dei supporters di cdx, sulle cui gesta ha poi tenuto una dettagliata conferenza stampa. Sempre sulla monnezza ha creato un caso mediatico nazionale contro i grillini, rei di avere utilizzato una vecchia foto dell’emergenza spazzatura in città mentre contestavano incongruenze sulle tasse dei rifiuti.

I POLITICI CALABRESI E LA LEOPOLDA: ECCO CHI C'ERA

Sempre su Fb è celeberrimo il suo alterco con la parlamentare calabrese allora Ncd Rosanna Scopelliti, che per un pelo non ha incrociato sotto il palco della Leopolda. Ma nella fucina di talenti, nel clima d’amore per il paese, sarebbe potuto anche sfuggire il trasporto di un abbraccio, naturalmente a favor di social. Ma la neo paladina della legalità che precedenti ha nel campo della lotta alla 'ndrangheta? La sua passerella social segnala convegni svolti a perorar la causa della sua candidatura a Platì, fin da giugno e con comitati suoi e non del Pd, nientemeno che a Brescia. Poi generici richiami ad abbattere la paura, alla creazione di luoghi di ritrovo e cultura e di case per l’artigianato tessile (“Le donne di Platì sanno ancora ricamare a mano” ha annunciato all’Italia dal palco della Leopolda).

Ma il problema non è la fulgida e sorridente icona calabra nata alla Leopolda, per la quale sarebbe pronta, secondo i più maligni la candidatura parlamentare in un collegio blindato in Lombardia o nell’amata Campania, ma le soluzioni che la politica non ha saputo trovare per un avamposto come Platì. Il Pd è partito lancia in resta prima schierando i big (Magorno in testa), celebrando la festa della Repubblica proprio a Platì per poi far scegliere a Roma, o meglio Firenze, che ha ripiegato sui giovani dall’appeal mediatico, utili per tener desto il giochino della rottamazione dal palcoscenico nazionale.

Dentro il circo mediatico così è stata fagocitata anche la lotta alla ‘ndrangheta che magari avrebbe avuto bisogno della presenza del Pd per far attivare una operazione civica locale tra chi ancora resiste a soprusi e sopraffazioni ed in grado di fare rinascere la fiducia vera e reale nelle istituzioni. Ma tutto questo, sul palco della Leopolda, non avrebbe avuto alcuna fascinazione mediatica.

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