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Rimborsopoli, la Cassazione annulla con rinvio
l'ordinanza su De Gaetano, Fedele e Bilardi

Calabria

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ROMA - La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di arresto ai domiciliari (LEGGI LA NOTIZIA) emessa nei confronti dell'ex assessore regionale Nino De Gaetano, del consigliere regionale Luigi Fedele e del parlamentare Giovanni Bilardi (anche se nel suo caso l'ordinanza non era stata eseguita perché pendente la richiesta di autorizzazione a procedere presso la Giunta delle autorizzazioni del Senato) nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rimborsi dei consiglieri regionali che lo scorso giugno ha coinvolto oltre all'ex assessore anche diversi politici regionali di varie formazioni politiche e confermata a suo tempo dal Tribunale della Libertà.

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I giudici supremi italiani hanno disposto il rinvio per una nuova valutazione del provvedimento ai giudici della fase preliminare, e in particolare proprio al Riesame che inizialmente aveva accolto la richiesta dell'accusa confermando l'arresto degli esponenti politici. 

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Alla base della decisione ci sarebbe la valutazione della corte della ormai non più sussistente esigenza di custodia cautelare in virtù del tempo trascorso dai presunti reati contestati. Tuttavia la Corte non avrebbe ridimensionato le accuse nei confronti dei tre confermando i gravi indizi di colpevolezza che stanno alla base dell'atto emesso inizialmente dal giudice per le indagini preliminari.

Nel frattempo, è stato notificato il decreto di fissazione del giudizio immediato per i tre indagati.

«Siamo soddisfatti per la decisione della sesta sezione della Corte di Cassazione di annullare il provvedimento con il quale il Tribunale del riesame di Reggio aveva confermato gli arresti domiciliari nei confronti dell’ex assessore della Regione Calabria Nino De Gaetano». Questa la dichiarazione congiunta degli avvocati Danilo Leva ed Antonello Madeo, difensori di De Gaetano. «Per ironia della sorte - hanno aggiunto - proprio oggi era stato notificato, ma la stampa stranamente ne aveva già dato notizia, il decreto di fissazione del giudizio immediato nei confronti del nostro assistito, circostanza che ha di fatto impedito l’imminente scarcerazione di De Gaetano per scadenza termini. Ci auguriamo che l’accoglimento delle nostre tesi difensive da parte della Suprema Corte, sotto il profilo della sussistenza delle esigenze cautelari, possa favorire una diversa valutazione da parte dei giudici reggini sulla necessità che il nostro assistito permanga a soffrire un’ingiustificata carcerazione preventiva».

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