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Tra Tar Calabria e Ministero della Salute
doppia sconfitta per il commissario Scura

Calabria

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CATANZARO – Altra giornata da dimenticare per la struttura commissariale della sanità. Il Tar della Calabria ha nuovamente sospeso il decreto commissariale 85 che stabilisce i tetti per le struttura ambulatoriali accreditate e il ministero ha fermato la procedura per l'accorpamento del Pugliese con il Mater Domini.

Ma andiamo con ordine: il ricorso al Tar è stato presentato per conto della Biogenet dall'avvocato Enzo Paolini, che è anche presidente dell'Aiop regionale, che aveva chiesto, in via d'urgenza, la sospensione per salvaguardare l'interesse pubblico visto che è in gioco la tutela del diritto alla salute dei cittadini della provincia di Cosenza. La necessità dell'urgenza è dettata dal fatto che l'Asp di Cosenza chiede la firma del contratto pena la sospensione dell'accreditamento. Nello stesso tempo una clausola del contratto stabilisce la rinuncia ad ogni azione giudiziaria. Tale clausola è ritenuta vessatoria da qui la necessità dell'urgenza.

Pare che siano almeno 5 le aziende che ancora non hanno firmato con l'Asp di Cosenza e tale decisione del Tar allunga i tempi di un altro mese. Si tratta di un'altra tegola per la struttura commissariale alle prese con una raffica di ricorsi su tutti i decreti che regolano i rapporti tra la Regione e gli operatori sanitari accreditati. Ricordiamo che il 19 aprile e il 19 maggio sono fissate le udienze di merito, mentre pende anche un ricorso al Consiglio di Stato. Qualora la magistratura amministrativa dovesse accogliere le doglianze delle strutture private, la Regione si troverebbe nel caos.

E a proposito di caos, ieri al ministero della Salute c'è stata una riunione dopo la richiesta di affiancamento del commissario Scura. Si è parlato dell'integrazione e ancora una volta il commissario ha tentato di forzare la mano ma si è trovato di fronte un muro. In primo luogo- è stato evidenziato - tutta la procedura che non va bene, l'integrazione non era stata inserita del Piano Operativo 2013/2015 e dovrà essere fatto nel nuovo 2016/2018 che sarà presentato per fine gennaio. Inoltre la Regione, attraverso il direttore generale Riccardo Fatarella, ha chiesto e ottenuto che si predisponga un piano industriale che preveda costi e benefici dell'integrazione che tenga conto della produttività delle due strutture, del personale medico e non e quali servizi intende erogare per incidere sulla mobilità passiva.

Il ministero ha fatto presente che occorre una legge regionale che metta in liquidazione le due aziende e ne costituisca una nuova con il trasferimento dei beni. E poi bisogna mettere il liquidazione le due aziende e stabilire chi paga i debiti (decine di milioni) del Mater Domini, visto che è un'azienda di “proprietà” della Regione e dell'Università e cosa ne sarà degli immobili dove ora hanno sede le due aziende.

Tutto ciò non può essere risolto con un decreto, come vorrebbe fare Scura. Inoltre il ministero ha dettato le linee guida su come deve essere costruito il protocollo d'intesa tra Regione e Università. Poi la discussione poi è scivolata sul caso Marrelli, con che Scura voleva un parere subito, ma gli è stato fatto presente che ha inviato le carte solo tre giorni fa e ora servono i tempi tecnici per avere la concertazione del Mef.

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