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«Amministratori minacciati, non siano lasciati soli»
Il vice ministro Bubbico incontra i politici calabresi

Calabria

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CATANZARO - «Gli amministratori locali sono spesso soli nell’affrontare il contrasto alla criminalità. Questo li rende deboli e per loro, senza il dovuto sostegno, diventa difficile dire no». Lo ha detto a Catanzaro il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico nel corso di un incontro in Prefettura con alcuni sindaci calabresi in merito agli atti intimidatori subiti dagli amministratori locali. «Con le sinergie - ha aggiunto Bubbico - possiamo sconfiggere quegli atteggiamenti culturali che portano i cittadini a tollerare le organizzazioni criminali che condizionano la vita civile ed economica reprimendo la possibilità di crescita e di sviluppo di questo territorio».

La giornata istituzionale del viceministro Bubbico é proseguita con la firma di un protocollo di legalità tra il Ministero dell’Interno, il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, e il presidente di Confindustria Catanzaro, Daniele Rossi. L’intesa prevede l’impegno delle parti al contrasto della criminalità organizzata con azioni concrete nell’ambito delle proprie competenze. Al documento seguiranno le linee guida che regolamenteranno alcuni punti, come la richiesta del certificato antimafia da parte delle imprese anche ai loro stessi fornitori e l’obbligo di denuncia per estorsione e usura.

All’incontro, al quale ha preso parte il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, erano presenti anche il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, il questore del capoluogo Giuseppe Racca e la senatrice Doris Lo Moro, presidente della Commissione parlamentare sulle intimidazioni agli amministratori locali. «Serve - ha sostenuto il prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, - una presa di posizione forte, netta e decisa contro la criminalità da parte di tutti, altrimenti non può esserci crescita. Una presa di posizione che deve partire dalle istituzioni con il sostegno a chi affronta quotidianamente dinamiche criminali come i sindaci».

«In Calabria - ha detto la senatrice Doris Lo Moro - si registra il numero più alto di scioglimenti per mafia specialmente in ambito di direzione sanitaria. Per questo motivo, all’attenzione della Commissione c'è un disegno di legge per consentire il risanamento delle Aziende sanitarie attraverso un fondo ad hoc da costituire in capo al Ministero dell’Interno». Secondo il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, «gli atti intimidatori sono non solo quelli che costituiscono oggetto di statistica ma anche quelli non denunciati. Per questo è fondamentale il rispetto della legalità nelle procedure amministrative per tenere lontani i portatori di interesse illeciti».

«Nel 2015 - ha sottolineato il questore di Catanzaro, Giuseppe Racca - si sono registrati 19 atti intimidatori verso esponenti politici e sindacali nel territorio catanzarese, con un calo del 37% rispetto all’anno precedente in cui se ne registrarono trenta. Il programma "Focus ndrangheta", attraverso l'impegno comune delle forze di polizia, ha consentito un controllo del territorio più capillare nelle aree a rischio contribuendo a far diminuire reati predatori come furti e rapine».

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