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La gestione della Sanità irrompe nell'agenda politica calabrese
Mirabello e Guccione chiedono al consiglio di intervenire

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Dopo che negli scorsi giorni il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio ha scritto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin (LEGGI LA NOTIZIA) chiedendo una rivisitazione del piano di rientro del debito sanitario e bocciando fortemente la gestione commissariale attuata fino ad oggi, la Sanità calabrese è tornata ad occupare i primi posti dell'agenda politica regionale.

Nelle scorse ore l'ex assessore e consigliere regionale Carlo Guccione aveva invitato il presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, a convocare una seduta del consesso per affrontare con decisione il tema sanitario, adesso a ribadire con forza la richiesta è il consigliere responsabile del settore. Michelangelo Mirabello, presidente della terza commissione consiliare Sanità, attività culturali e formative, infatti ha evidenziato come «lo stato della sanità calabrese, come dimostrano tutti gli indicatori, è preoccupante e la fase che si sta attraversando richiede un’assunzione di responsabilità da parte della politica». Alla luce di ciò, e sposando la richiesta di Guccione, Mirabello ritiene, come del resto Oliverio, che sia «il momento di rivedere il piano di rientro partendo da una valutazione degli effetti non certo positivi che in questi anni ha avuto sui livelli di assistenza e sulla complessiva organizzazione dell’offerta sanitaria (LEGGI LO STUDIO DEL 2014 SUL LIVELLO DEI SERVIZI SANITARI CALABRESI). Sui territori cresce il disagio e la tardiva riorganizzazione della rete presenta molti punti di criticità sui quali va avviata una profonda riflessione. Credo che il tempo delle diatribe istituzionali debba finire».

L'unica soluzione per il presidente della commissione Sanità è «intervenire immediatamente ad iniziare dal superamento della gestione dell’emergenza». In sostanza, per il consigliere regionale l'ente Regione deve «riappropriarsi delle competenze in materia sanitaria», si tratta di una esigenza «già richiamata da Carlo Guccione» che «deve partire necessariamente attraverso un confronto approfondito e urgente in consiglio regionale, sede istituzionalmente deputata ad avviare le giuste iniziative per uscire dallo stato di criticità riappropriandosi proprio di quel ruolo istituzionale di primo attore nella programmazione dell’attività sanitaria. La nostra funzione e la nostra responsabilità nel determinarci con azioni forti davanti ad uno stato 'comatoso' della sanità regionale, dovrà diventare il nostro prioritario obiettivo».

Alla richiesta di Guccione e Mirabello si sono in seguito aggiunti anche i consiglieri regionali Flora Sculco e Orlandino Greco.

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