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Reperti archeologici, il Consiglio di Mileto sul piede di guerra
«Ciò che è della città deve tornare nel museo della città»

Calabria

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MILETO - Una presa di posizione netta e senza discussioni quella assunta dal Consiglio comunale di Mileto che, su proposta della minoranza, che aveva chiesto la seduta, ma con la piena condivisione della maggioranza che sostiene il sindaco Domenico Antonio Crupi, ha approvato una delibera con cui formalmente viene chiesto alla Soprintendenza competente di bloccare ogni e qualsiasi trasferimenti di materiale archeologico proveniente dall’antica Mileto al muse di Soriano e di predisporre, piuttosto, il rientro di tutti i reperti “miletesi” presso il museo statale della città normanna. Una delibera che si può perfettamente sintetizzare nella frase pronunciata dal sindaco Crupi a conclusione del suo breve intervento: «Vanno sicuramente chiarite tutte le situazioni e i dubbi esistenti ma con un punto fermo: Quello che è di Mileto deve tornare a Mileto». Tutto ha avuto inizio circa un mese fa quando è divenuta di pubblico dominio la notizia che il sindaco di Soriano Francesco Bartone stava allestendo alcune nuove sale presso il museo cittadino affidando la direzione dell’opera a Teresa Iannelli ed dirigente della Sovrintendenza.

Nell'ambito di quell'allestimento era previsto l’utilizzo di alcuni reperti, tra cui la cosiddetta collezione Bulzomì, provenienti dall'antica Mileto. A seguito delle polemiche che ne sono scaturite la minoranza consiliare ha chiesto ed ottenuto un consiglio comunale, tenutosi nella serata di ieri, durante il quale si è affrontato il tema della tutela e della valorizzazione dei beni culturali cittadini. La seduta era aperta al contributo del pubblico presente in sala anche se in effetti in sala di pubblico ce n’era ben poco a conferma che spesso i Beni culturali sono oggetto di conversazione e recriminazioni che raramente si concretizzano in iniziative da parte dei cittadini.

In ogni caso durante la seduta è stata data lettura di una lunga lettera trasmessa al Comune da Giuseppe Bulzomì, ex presidente del Consiglio Comunale e titolare della collezione omonima che era tra i reperti a rischio trasferimento a Soriano. Bulzomì ha ripercorso, non senza note polemiche, la storia del patrimonio archeologico e culturale miletese degli ultimi anni mettendo in luce vari aspetti della situazione presente ed evidenziando, mettendo in luce i progetti che egli stesso ha promosso, che sotto il profilo dell’amministrazione molto poco è stato fatto e si sta facendo per valorizzare l’immenso patrimonio della città. A seguire è stata lette una comunicazione ufficiale della Soprintendenza che chiarisce che i reperti sono stati restituiti e che una volta chiarite le titolarità si darà luogo ai provvedimenti opportuni. Al termine della discussione l’adozione della delibera con cui si chiede la restituzione di tutti i reperti.

LA SURROGA - Prima dell’inizio del dibattito sui beni culturali si è proceduto all’ennesima surroga nel civico consesso. Dopo le dimissioni di Massimiliano Mesiano, che aveva preso a sua volta il posto del dimissionario Rocco Condoleo, e la successiva rinuncia alla carica da parte di Rocco Di Renzo, Maria Domenica Vangeli e Fortunato Muzzopappa, il seggio vacante è stato occupato da Francesco Ciccone che, assieme a Salvatore Fortunato Giordano, Annadelia Massara e Rosetta Mazzeo, è andato a completare il gruppo di minoranza.

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