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Parco Scolacium dopo l'allarme per il rischio chiusura
la Regione reagisce con un piano di formazione

Calabria

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CATANZARO - Dopo l'allarme lanciato dalle colonne del Quotidiano, rispetto al rischio chiusura del Parco Scolacium per la mancanza di personale (LEGGI), la politica si mobilita per trovare soluzioni.

Sempre attraverso il Quotidiano è il sindaco di Borgia, nel cui territorio insiste il parco, Francesco Fusto, ad offrire sin da subito la sua disponibilità a supportare il personale del Ministero per i Beni e per le attività culturali e del turismo in servizio al Parco, con proprio personale o volontari delle diverse associazioni locali affinché sia garantita, con la necessaria continuità, l’apertura e la fruibilità del sito.

Ma in difesa dello Scolacium sono intervenuti anche il presidente della Regione, Mario Oliverio, e l'assessore regionale al Lavoro, Federica Roccisano: «Quello che rischia di accadere al Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia - hanno detto - sembra davvero una situazione paradossale. Questo luogo è per la Calabria uno dei grandi attrattori archeologici poiché vede al suo interno, all’ombra di ulivi secolari,antichissime costruzioni di epoca greco-romana,normanna e diversi reperti archeologici di notevole interesse storico-artistico e, quindi di per sé ben si pone all’interno di percorsi di turismo culturale: una vera e propria risorsa per la nostra terra». 

RIVOLUZIONE SOPRINTENDENZE: IN CALABRIA SOLO DUE SEDI

«Intendiamo quindi tranquillizzare - aggiungono - il tecnico scientifico del sito, Tito Macrì, che in maniera accorata ha lanciato l’allarme e tutti i calabresi che hanno a cuore il parco. Come Regione Calabria infatti, pur consapevoli che le questioni riguardanti il personale dei diversi siti archeologici non rientrano nell’ambito delle nostre competenze, ma sensibili alla priorità dell’occupazione e della realizzazione di posti di lavoro, abbiamo inteso attivarci con le sovrintendenze dei beni culturali per pianificare un programma di politiche attive del lavoro destinato ai disoccupati e ai percettori di ammortizzatori sociali che dia risposta alle problematiche citate in precedenza».

«Non possiamo, infatti, rischiare - concludono Oliverio e Roccisano - di chiudere luoghi così significativi per la Calabria sapendo tra l’altro che ci sono decine di migliaia di disoccupati che si occuperebbero ben volentieri della loro custodia e manutenzione. Pertanto nei prossimi giorni convocheremo i referenti delle istituzioni coinvolte con lo scopo di addivenire rapidamente ad un protocollo da sottoscrivere che individui il percorso di formazione più qualificante per i lavoratori e più inerente alle necessità delle aree archeologiche interessate e subito dopo attivare il bando per i lavoratori».

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