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Renzi e il balletto della visita in Basilicata
Salta anche la data prevista del 30 gennaio

Calabria

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SALTA nuovamente la visita del premier Matteo Renzi in Basilicata. Lo ha reso noto il presidente della Regione, Marcello Pittella, dopo le notizie che davano per certa la visita del presidente del Consiglio dei Ministri per sabato 30 gennaio.

Non è la prima volta che Renzi annuncia l'arrivo in Basilicata per poi rinviare l'impegno, provocando così i commenti ironici degli avversari politici (LEGGI), quindi il nuovo annuncio per il 30 gennaio (LEGGI) con l'ennesimo rinvio.

Nel comunicato ufficiale del presidente Pittella, si evidenzia che la data non è corretta «e in assenza di una comunicazione da parte di Palazzo Chigi, sentito lo stesso», quindi lo stesso Pittella, «fa sapere che la visita del premier avverrà nelle prossime settimane e non sabato».

Una comunicazione che ha alimentato voci e reazioni. Come quella del capogruppo del Centro democratico in Regione Nicola Benedetto, secondo il quale «il premier Renzi continua a sfuggire alle responsabilità che lo attendono a Matera rispetto alle promesse assunte per favorire i programmi al 2019».

A parere di Benedetto «i tempi sono ristretti e i problemi incalzano e sono sopratutto di carattere infrastrutturale come abbiamo toccato con mano in occasione del Capodanno con la presenza di circa 50mila persone. Matera non ha certo bisogno di una visita turistica del capo del Governo quanto piuttosto di investimenti per superare il gap di collegamenti aerei, ferroviari e viari del tutto inadeguati rispetto ai flussi turistici che ci saranno da quest'anno sino al 2019. A Renzi regalerò il volume sullo storico viaggio di Zanardelli in Basilicata nel 1902 perché possa ricordare le peripezie della visita del capo del Governo di allora per raggiungere, anche in groppa ad un mulo, la provincia più impervia e derelitta d'Italia di inizio del secolo scorso e che oggi non è poi così diversa».

«In attesa che il libro dei sogni Masterplan - Piano del Sud segua la sua narrazione per chi non crede nelle favole – dice Benedetto – non resta che sollecitare il Governo regionale perché se Renzi continua a sottrarsi al confronto politico - istituzionale la Giunta faccia sentire la sua voce non limitandosi a smentire le notizie sull'arrivo del premier con l'atteggiamento tipico del maggiordomo che, da buon servitore, deve scusare sempre e comunque le mancanze di chi è a servizio. C'è un detto molto saggio: "Se la montagna non viene da Maometto, Maometto va alla montagna". In linguaggio meno politichese: se Renzi sfugge – conclude Benedetto - si vada a Roma ad inchiodarlo alle sue responsabilità, con lo stesso piglio "energetico" mostrato dal governatore pugliese Emiliano, pretendendo l'attenzione dovuta e quello stesso tempo che lui dedica per altre visite in Italia e all'estero».

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