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Abramo al Presidente della Repubblica
«Non consenta che la Calabria affondi»

Calabria

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CATANZARO - «La solenne inaugurazione nella Città Capoluogo della sede del Governo Regionale della Calabria, alla presenza del Capo dello Stato, avviene in coincidenza con il Settantesimo anniversario della Repubblica Italiana. E’ una circostanza allo stesso tempo suggestiva e significativa».

Lo ha detto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, nel corso della manifestazione per l’inaugurazione della Cittadella regionale.

«Si compie definitivamente in Calabria, sia pure a distanza di 45 anni - ha aggiunto - il sogno del regionalismo, un sogno che appariva monco proprio per la mancanza di un luogo-simbolo, in cui tutti i calabresi potessero riconoscersi. Il cammino del regionalismo nella nostra Regione, come tutti sappiamo, è stato tormentato e segnato da profonde divisioni che hanno minato seriamente la vita democratica della nostra terra. A me piace immaginare che questa maestosa opera possa essere percepita da tutti i calabresi, dal Pollino alle marine dello Stretto, come simbolo dell’unità regionale e della fine di tutti i campanilismi. Nell’esprimerle la mia gratitudine per avere accettato l’invito rivoltole dal Presidente della Giunta regionale, mi piace ricordare che le radici del nome Italia sono qui, in questo lembo di terra che divide i Golfi di Sant'Eufemia e Squillace, come riportano molte fonti dell’antichità. Era la terra degli Itali, il popolo che adorava il totem-vitello. Un "re Italo" avrebbe, secondo la leggenda, guidato gli Enotri, indiscussi dominatori della parte meridionale dell’attuale Calabria. Il nome Italia si sarebbe poi esteso, man mano, a tutta la Penisola, con l’avanzare della conquista romana».

«É per tali motivi, così carichi di suggestioni e alti significati - ha proseguito Abramo - che rinnovo anche in questa sede la mia richiesta al presidente Oliverio perché intitoli questa splendida opera agli Itali. "Palazzo degli Itali" diventerà così non solo simbolo dell’unità tra tutti i calabresi, ma soprattutto simbolo dell’unità nazionale di cui Lei, Signor Presidente, è il massimo custode e garante. Presidente Mattarella, la sua presenza a Catanzaro è un gesto che apre il cuore alla speranza. La nostra Calabria continua ad essere uno dei 'fanalini di codà dell’Unione Europea, come impietosamente confermano tutti i più recenti studi. La Calabria è sempre più povera in un Mezzogiorno che, a sua volta, si allontana dal resto del Paese. C'è un dato, tra gli altri, che raggela. Secondo Svimez, ci sono più di duecentomila giovani calabresi, tra i 15 e i 35 anni, che hanno smesso di istruirsi e di cercarsi un lavoro. E’ una resa incondizionata al sottosviluppo e alla rassegnazione, una situazione indegna di un Paese civile. Da soli non possiamo farcela. C'è bisogno di un grande piano per l’occupazione e lo sviluppo, c'è bisogno che i Governi investano sulla Calabria e sulle sue potenzialità e che contrastino con più determinazione i fenomeni di illegalità e criminalità, dotando le Procure e le forze dell’ordine dei mezzi necessari. Non consenta, Signor Presidente della Repubblica, che la Calabria affondi. Non consenta, con la sua autorevolezza e il suo carisma, che un pezzo della nostra Italia scivoli inesorabilmente verso l’abbandono. Faccia diventare - e solo Lei può farlo - la Calabria una questione nazionale, un punto essenziale nell’agenda dei Governo, faccia comprendere a coloro che guardano alla nostra Regione con pregiudizio che la Calabria da problema può trasformarsi in straordinaria risorsa per tutto il Paese».

Abramo ha evidenziato inoltre che «la Calabria fortunatamente non è solo frammentazione, isolamento, inadeguatezza della pubblica amministrazione, illegalità, sperpero, fragilità del sistema sanitario. C'è una bella Calabria che reagisce, che non si rassegna, che guarda al futuro. Sono i giovani, vanto delle nostre Università, a rappresentare la speranza. La Calabria deve essere amata e difesa. C'è tanto da fare per migliorare e potenziare il sistema di smaltimento dei rifiuti che purtroppo continua a registrare pesanti ritardi. I calabresi, Signor Presidente, sono cittadini eccezionali. I calabresi sono tolleranti e accoglienti. I calabresi sono coraggiosi e non hanno paura di battersi. Il simbolo di tanto coraggio è una piccola donna - Lea Garofalo - che ha saputo ribellarsi alla mafia e ai suoi rituali, pagando con la vita. A Lea Garofalo , Signor Presidente, vorrei dedicare questa giornata storica, quella che vorremmo fosse ricordata in futuro come la giornata del coraggio e della speranza, l’inizio di un nuovo cammino per la nostra amata Calabria». 

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