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Il giorno delle primarie del Pd, ma non a Cosenza
E la coalizione di centrosinistra si sfascia su Presta

Calabria
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di SAVERIO PUCCIO

COSENZA - Un "Big sunday", sulle orme del "Big tuesday" americano, per scegliere con le primarie i candidati sindaci alle prossime elezioni amministrative. E’ l’appuntamento di oggi per gli elettori di centrosinistra in diverse città italiane. Tante città, tranne Cosenza. Tutti gli occhi sono puntati su Roma e Napoli, ma ai gazebo sono chiamate altre città in tutta Italia, da Bolzano a Battipaglia, ma non nella più popolosa città calabrese, dove il centrosinistra sembra essersi sgretolato dietro la scelta del Partito democratico che ha deciso di puntare su Lucio Presta, agente di artisti tra i quali Roberto Benigni e Paolo Bonolis, senza passare dalle primarie.

Una scelta che ha diviso la coalizione e ha provocato una infinità di reazione all'interno del centrosinistra. Nel giorno delle primarie, ad accusare i democratici guidati in Calabria da Ernesto Magorno, è il segretario politico di Scelta Civica e viceministro all’Economia Enrico Zanetti: «Così non va - ha detto - manca veramente l’abc della serietà, della dignità e della coerenza».

Le critiche sono nette, anche rispetto ad una coalizione, quella scelta dal Pd, che include anche il sostegno di ex forzisti - che con le loro dimissioni da consiglieri hanno provocato la caduta del sindaco di Forza Italia Roberto Occhiuto - e dall’ex assessore dell 
giunta regionale di centrodestra Giacomo Mancini, rappresentante calabrese di Ala di Denis Verdini.

Zanetti non usa mezzi termini: «Il candidato sindaco a Cosenza del Pd, Presta - prosegue - oggi in una intervista su Repubblica sprezza le primarie e le definisce, senza giri di parole, inaffidabili. Pochi giorni fa, all’assemblea nazionale del Pd, il segretario nazionale del partito che lo candida a Cosenza ha invece addirittura aperto il suo intervento proprio sull'importanza delle primarie, definendole il dna irrinunciabile del Pd».

«Per questo - afferma Zanetti - siamo sempre più convinti che andare fino in fondo con Enzo Paolini (leader del Partito socialista Europeo), nostro candidato cui vengono negate le primarie di coalizione che tutte le altre città proprio oggi celebrano e a cui partecipiamo, farà bene alla città di Cosenza, alla serietà della politica e sarà molto apprezzato da tutti i cosentini, compresi quelli che in passato hanno votato Pd e che, come noi, non amano farsi prendere in giro».

Il viceministro insiste, dunque, con la scelta di Enzo Paolini, confermando la spaccatura della coalizione se non dovessero svolgersi le primarie.

Ma anche Enzo Paolini si scaglia contro i democratici calabresi: «Oggi è una giornata di lutto per la democrazia di Cosenza. Nonostante l’appello di milleduecento cittadini inviato ai segretari regionale e nazionale del Pd - ha spiegato - le primarie si celebreranno in tutta Italia tranne in quella che veniva definita l’Atene della Calabria». 

«Una sospensione dei diritti - prosegue - che non trova uguali neanche nei momenti più oscuri dei regimi autoritari. Milleduecento cosentini hanno chiesto a Renzi di restituire la democrazia a Cosenza. Ma il silenzio fa capire che, per costoro, Cosenza e il Sud più in generale, non meritano alcuna attenzione».

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