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Renzi boccia l'alleanza con Verdini a Cosenza

«L'accordo non ha funzionato per nessuno»

Calabria
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La conferenza stampa con Verdini e Guccione a Cosenza

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COSENZA - «L’alleanza con Verdini alle amministrative? Non ha funzionato». Lo dice il segretario del Pd e presidente del Consiglio Matteo Renzi, in una intervista al Corriere del Sera. Una delle varie analisi del voto in cui Renzi è impegnato in questi giorni e che lo hanno già portato a dire, in una intervista alla Gruber per “Otto e mezzo”, che dopo i ballottaggi «entrerà nel partito con il lanciafiamme».

Che l’accordo con Ala – sancito a Cosenza alla presenza di Verdini stesso – non abbia funzionato lo dicono del resto i dati. Il Pd, che cinque anni fa arrivò terzo con Perugini e conquistò l’8 per cento, questa volta si ferma poco sotto il 7. La coalizione, che raddoppia il numero di liste rispetto alle precedenti amministrative, raddoppia (o quasi) i voti, passando da 6200 a 11300, con uno scarto di 3 mila voti (disgiunti) in più rispetto al candidato sindaco Guccione.

I voti portati in dote da Ala, identificabili nei 1800 circa ottenuti dalle liste di Morrone e Mancini, non servono però ad impensierire il riconfermato sindaco Mario Occhiuto, che pur perdendo l’appoggio dei neo verdiniani e di Gentile in questa elezione aumenta i suoi consensi e quelli della sua coalizione, che prende circa mille voti in più rispetto al 2011.

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 Renzi, ovviamente, circoscrive il significato della débâcle dell’alleanza con Verdini all’ambito locale.«L’alleanza a Napoli e a Cosenza, perché queste erano le città interessate, mi pare che avesse carattere locale. E che non abbia funzionato per nessuno. Nel 2018 il Pd si presenterà da solo, un partito a vocazione maggioritaria come previsto dallo statuto», dice Renzi al Corsera.

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 E locali, per Renzi, sono anche le responsabilità delle sconfitte alle amministrative. «Chi non ci ha votato ­ non ci ha votato per problemi sul territorio, sui singoli candidati», dice, pur ammettendo che forse una componente di voto di protesta contro di lui c’è stata. «Chi non ci vota più per colpa mia non mi accusa di aver cambiato poco il Pd – commenta – Mi accusa di aver cambiato troppo poco».

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