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Corigliano-Rossano è il momento della verità

Cittadini al voto per decidere sulla fusione dei comuni

Calabria
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COSENZA - È arrivato il gran giorno per le municipalità di Corigliano calabro e Rossano. I cittadini dei due comuni oggi saranno chiamati ad esprimersi sul referendum popolare regionale.

Gli elettori troveranno sulla scheda un solo quesito: “Volete l’istituzione di un nuovo comune, denominato Corigliano-Rossano, mediante fusione degli attuali comuni di Corigliano Calabro e Rossano?”. Una sola domanda nella quale però è racchiuso il futuro sviluppo di un’area importante della Calabria. I seggi che si sono insediati ieri pomeriggio resteranno aperti dalle 8 alle 21.

Le operazioni di insediamento si sono svolte regolarmente e, quindi, non si sono registrati problemi. Subito dopo scatterà lo spoglio delle schede fino ad esaurimento. Per votare bisogna recarsi nel proprio seggio elettorale munito di un documento di riconoscimento e della tessera elettorale. Per chi avesse smarrito uno dei due documenti può richiederne copia agli uffici elettorali dei due Comuni che in occasione del referendum resteranno aperti anche oggi per tutta la durata delle operazioni di voto. Ricordiamo che non è previsto un quorum per la validità del referendum che sarà comunque valido indipendentemente dal numero dei votanti.

Il Sì per affermarsi deve raggiungere in ogni bacino elettorale (quindi sia a Rossano sia a Corigliano) la maggioranza dei voti validamente espressi. Venendo ai numeri dobbiamo ricordare che saranno 38.236 (di cui 19.087 i maschi e 19.149 le donne) i cittadini coriglianesi chiamati alle urne. Rispetto all’ultima tornata elettorale, quella referendaria del dicembre 2016, il corpo elettorale è notevolmente aumentato in quanto sono stati inseriti i cittadini coriglianesi iscritti all’Aire (residenti all’estero). All’incirca 32.000 sono invece gli elettori di Rossano. Nella città Bizantina ci sono 32 sezioni più due speciali (il carcere e l’ospedale). 42 i seggi di Corigliano più il seggio speciale dell’ospedale.

Il referendum, indetto dal consiglio regionale con al deliberazione n° 177/2017 (LEGGI LA NOTIZIA) si svolgerà secondo quanto previsto dalla legge regionale n° 13 del 1983 e successive modifiche. Tutte le spese che saranno affrontate dai due Comuni per l’organizzazione del referendum, saranno rimborsate dalla Regione. Nella proposta di legge istitutiva del referendum, presentata dal consigliere regionale Giuseppe Graziano, le spese vengono calcolate nell’ordine di 96.000 euro La proposta di legge prevede che, nel caso di vittoria del sì, il nuovo Municipio nascerà dopo una gestione di un commissario straordinario nominato dalla Prefettura. I consigli comunali e le giunte si scioglieranno automaticamente e nel suo lavoro il commissario sarà affiancato dai due ex sindaci. Il regime temporaneo durerà fino all’indizione delle nuove elezioni amministrative per il Comune unico.

Il nuovo Municipio subentrerà in tutti i rapporti attivi e passivi dei due vecchi comuni, così come il personale verrà trasferito automaticamente nel nuovo organismo senza perdere i loro inquadramenti.

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