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Il consiglio regionale dice sì alla fusione tra Rossano e Corigliano: nasce la terza città della Calabria

Calabria
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Intervento del presidente Oliverio in consiglio regionale
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COSENZA - 30 gennaio 2018, ore 19,11. Nasce Corigliano-Rossano, la terza città della Calabria dopo Reggio Calabria e Catanzaro. Bisogna utilizzare un incipit epico per descrivere un processo che dai banchi del consiglio regionale è stato definito storico dal presidente della giunta, Mario Oliverio. Difficile dargli torto, visto che va in porto una delle più grandi fusioni, per numero di abitanti, che si siano mai realizzate in Calabria. Non è un processo casuale, ha spiegato nel suo intervento Oliverio. Innanzitutto perchè nasce dalla volontà liberamente espressa dai cittadini del territorio con il referendum del 22 ottobre scorso e di questi tempi è davvero grasso che cola.

Non è un semplice atto burocratico perchè la costruzione della nuova città ha già delle pietre miliari. Oliverio le ha individuate nella costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide («sull’opera - ha detto - c’era un diffuso pessimismo, ma noi due giorni fa abbiamo consegnato i lavori e finalmente si passa ai fatti»). Il secondo è il porto di Corigliano. Oliverio ha ribadito che Gioia Tauro sarà la prima Zes in Italia e che la commissione europea ha accolto favorevolmente il progetto votato all’unanimità dal consiglio regionale. Nel progetto c’è la volontà di estendere i benefici della Zes ai porti che sono alle strette dipendenze dell’Autorità portuale di Gioia Tauro e quindi Corigliano e Crotone. Certo il cammino da fare non si interrompe qua perchè la nuova città va costruita. E su questo punto Oliverio è stato più che mai schietto parlando delle tante risorse sul piatto da utilizzare come occasione virtuosa e non per fare «scempio di consulenze fine a se stesse». Il riferimento è ai tanti interessi che ruotano attorno al processo di fusione fra armonizzazione contabile, redazione di un’unica pianta organica, studi di fattibilità e altro ancora.

L’ultimo riferimento Oliverio ha voluto dedicarlo al suo consigliere Orlandino Greco, unico ad esprimere voto negativo in consiglio. «Capisco che Greco è mosso da buone intenzioni e so perfettamente che tutto è perfettibile. Ma troppo spesso l’ansia della perfezione ci ha portati all’immobilismo totale».

In effetti Greco da tempo dice che la fusione non lo convince per il modo in cui è avvenuta, senza un preliminare studio di fattibilità e valutazioni di questo tipo. Per Greco la «miopia politica» non ha permesso di creare «la Grande città della Sibaritide, che avrebbe dovuto includere Cassano allo Jonio». Secondo il capogruppo di “Oliverio presidente” è «un’occasione persa: questa legge è stata fatta male e realizzata peggio, e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini a causa di una programmazione frammentaria e della mancata organizzazione dei servizi. E la responsabilità è degli esponenti politici che pensavano di guadagnare chissà che cosa sul piano politico».

Ma è il solo a pensarla così. Alla fine tutti votano a favore della legge presentata da Giuseppe Graziano (vero regista istituzionale di questo processo) ed emendata da Franco Sergio che non senza difficoltà spiega in aula che i singoli comuni di Corigliano e Rossano si estingueranno il prossimo 31 marzo. Con questa data si congiurano anche le elezioni amministrative di Corigliano che si dovevano tenere in primavera. La Prefettura nominerà un commissario che dovrà sviluppare, d’intesa con i due ex sindaci delle città dello Jonio cosentino, tutti gli atti necessari alla fusione amministrativa (che non sono pochi) e indire le prime nuove elezioni per la terza città della Calabria.

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