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Nel Pd calabrese è resa dei conti, Oliverio contrattacca

«Pronto il rimpasto di Giunta, finora sono stato solo»

Calabria
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Il presidente Mario Oliverio
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CATANZARO - Prima la sonora sconfitta alle elezioni politiche del 4 marzo scorso, poi l'ira del segretario regionale Ernesto Magorno, pronto a chiamare in causa tutti gli eletti del partito (LEGGI), ora la replica piccata dal presidente della Regione Mario Oliverio.

Non è un periodo positivo per il Partito democratico e men che meno lo è per quello calabrese. Così il governatore Mario Oliverio ha approfittato delle domande dei giornalisti, a margine di una conferenza stampa in Regione, per offrire la propria visione dei fatti, confermando il prossimo rimpasto di Giunta (LEGGI), ma lanciando anche messaggi chiari, soprattutto al segretario e neo senatore Ernesto Magorno.

Rispetto al rimpasto nell'Esecutivo, Oliverio ha confermato che «la Giunta va rilanciata perché ci sono delle caselle vuote. Sto riflettendo perché questo va fatto sempre con la bussola che mette al centro la Calabria, i calabresi e il bene comune e non le appartenenze a questa o a quella bandierina».

Il progetto nella mente di Oliverio è chiaro: «Penso dunque ad una Giunta che risponda a questi criteri, con scelte fatte in piena autonomia e libertà e di cui mi assumo tutte le responsabilità».

 

Dopo questa premessa, spazio alle repliche: «Non mi esimo da responsabilità - ha ammonito il governatore - ma è ardito utilizzare il dato elettorale per fare una polemica interna al Pd calabrese. Sarebbe la riproposizione dell’immiserimento della politica».

«Per quanto riguarda le posizioni dei singoli - ha aggiunto Oliverio - vorrei ricordare che io sono stato eletto dai calabresi per lavorare, anche se con difficoltà. Aggiungo che ho lavorato molto in solitudine, perché rispetto alla gravità della situazione in Calabria sarebbe stato necessario un soggetto attivo a sostegno, capace di animare e coinvolgere i territori. E noi abbiamo supplito spesso alla mancanza di questa vita democratica. Anche in questo caso, senza buttare la croce su nessuno, bisognerà aprire una discussione seria e io lo farò senza schemi perché in questi tre anni difficili ho lavorato in solitudine con una squadra che mi ha accompagnato».

Il presidente della Regione sembra, dunque, volersi quasi tirare fuori dalle beghe interne al Partito democratico calabrese, spiegando: «Io devo dare conto solo ai calabresi anche perché il mio certificato di origine sono le primarie. E questo vorrei che nessuno lo dimenticasse». 

«Non sono stato nominato in un’assemblea - ha dichiarato Oliverio - o da un organo di partito. Sono stato designato dalle primarie e anche contrastato, ma non dimentico mai che dalla designazione alla elezione io sono stato insignito dalla sovranità popolare. Quindi non devo dare conto a nessuno se non ai calabresi».

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