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Bagarre nel Pd, Giudiceandrea rilancia sui vitalizi: «La mia legge è giusta». Scontro aperto con Adamo, l'ex vicepresidente: «Proposta non costituzionale»

Calabria
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Il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea
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COSENZA - Chi si aspettava un ragionamento sui costi della politica calabrese ieri a “Non è l’Arena” su La7 è andato deluso. Si è assistito piuttosto ad uno scontro verbale fra Nicola Adamo e Giuseppe Giudiceandrea che tutto sembravano tranne esponenti dello stesso partito.

Ma cosa è successo? Adamo non aveva detto che non ce l’aveva con lei?

«Si, mi aveva chiamato per dire che il suo era un ragionamento politico generale e nulla contro la mia persona. Ma in trasmissione ha avuto un comportamento che non ha dato al Paese una immagine positiva della politica calabrese».

LA REPLICA INTEGRALE DI ADAMO A GIUDICEANDREA

C’è chi dice che la trasmissione è stata la dimostrazione plastica dello stato del Pd, lacerato da continue guerre intestine...

«Guardi, nel 1975 mio padre e mia madre furono espulsi dal Pci perchè accusati di non essere ortodossi. All’epoca Adamo era segretario della Federazione giovanile e, nonostante fosse compagno di scuola di mio sorella, votò a favore dell’espulsione. In seguito se ne scusò...»

Non ho capito il nesso

«Oggi come allora vedo in questo attacco alla mia persona una guerra di posizionamento per la prossima campagna elettorale»

Mi sta dicendo che Adamo ha paura di lei?

«Assolutamente no, forse non tollera chi non è allineato ad una linea che ha portato il partito alle ultime politiche ad un risultato che definire pessimo è poco. Dico questo perchè non voglio pensare che Adamo abbia come obiettivo quello di difendere il suo vitalizio da settemila euro».

Infatti ha detto che è pronto a un ragionamento sull’abbattimento dei vitalizi...

«Allora perchè contrasta la mia legge»

Dice che non va bene perchè reintroduce i vitalizi...

«Questo è un falso problema».

In che senso?

«Se la legge non va bene Adamo ha tutti gli strumenti politici per combatterla o migliorarla in consiglio regionale, senza attacchi alla mia persona. Vorrei ricordare che sono stato demandato a scrivere questa legge dalla conferenza di tutti i capigruppo per coprire un vuoto legislativo sulla pensione degli attuali consiglieri regionali. La legge è al vaglio dell’ufficio legale per valutarne la legittimità, poi andrà nelle commissioni Bilancio e Affari istituzionali in cui si accoglieranno le proposte e gli emandamenti degli altri colleghi. L’iter lo conosciamo, Adamo può intervenire là piuttosto che nei comizi e in tv».

Lei dice quindi che vogliano farla fuori e che andrà avanti a costo di farsi cacciare

«Di certo io non lascerò il Pd perchè mi hanno sempre insegnato che le battaglie si conducono all’interno del partito e perchè difenderò fin che posso la storia dei comunisti, dei cattolici e dei socialisti di questo territorio. Fare una lista è facile, io voglio cambiare il Pd»

E intanto difende la sua legge...

«Si perchè è giusta»

Mi scusi, ce la rispiega?

«La legge introduce semplicemente un meccanismo di calcolo contributivo per la pensione dei consiglieri regionali. Semplice. Si equiparano i consiglieri a un dirigente dello Stato per cui questa pensione calcolata, lo ripeto su base contributiva e non retributiva, verrà erogata alla maturazione dell’età pensionabile, oggi fissata a 67 anni. Se lo Stato dovesse innalzare l’età pensionabile, anche i consiglieri regionali andrebbero in pensione a quell’età. Aggiungo che questi contributi saranno versati all’Inps e quindi contribuiranno a pagare le pensioni di tutti»

E in che modo andrà ad intaccare i vitalizi?

«Innanzitutto si abolisce l’adeguamento Istat che è scattato poche settimane fa e poi trasforma a partire dalla data di approvazione della legge il meccanismo contributivo anche per i vecchi vitalizi»

E non è anticostituzionale?

«No. Il meccanismo della retroattività della legge è sanzionato in materia penale dall’art. 22 della Costituzione. In materia civile dall’art. 11 delle preleggi del codice civile. Questo vuol dire che una legge di pari grado può derogare al principio».

Sarebbe l’assoluta incertezza del diritto e perchè non condivide la tesi del contributo di solidarietà?

«Questo contributo sarebbe una liberalità dei percettori del vitalizio che si priverebbero di una parte di esso per destinarlo a progetti specifici come la costruzione di un ponte o una strada. Io ritengo che il Paese abbia bisogno di segnali forti e strutturali di contenimento della spesa, non di gesti di magnanimità che sanno di elomosina».

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