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Emergenza abitativa, recupero di immobili in disuso

Oliverio condivide proposta del Movimento 5 Stelle

 

Calabria
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Il presidente Mario Oliverio
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COSENZA - La vicenda cosentina dello sgombero delle famiglie che hanno occupato alcuni immobili disabitati in centro città ha acceso nuovamente i riflettori su una vicenda drammatica come quella dell’emergenza abitativa. Drammatica in tutta Italia, ma in Calabria anche paradossale se si considera che nella nostra regione un alloggio su quattro è vuoto o sottoutilizzato, soprattutto nelle aree interne che si stanno vieppiù spopolando.

Numeri che potrebbero risolvere il bisogno abitativo di numerose famiglie (nella sola provincia di Cosenza avvengono ogni anno 1200 sfratti). Da qui la proposta di Mario Oliverio di riprendere il disegno di legge sull’autorecupero degli immobili abbandonati presentata nella scorsa legislatura dalla senatrice 5 Stelle Ornella Bertorotta.

Ieri il presidente della giunta regionale è intervenuto nella ridda di dichiarazioni legata allo sgombero delle 100 famiglie cosentine chiedendo di soprassedere ad atti di forza. In un incontro con il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, ha poi annunciato che esiste una proposta di legge sul recupero degli immobili abbandonati, molto simile a quella presentata dai 5 Stelle, che è ora al vaglio dell’Ufficio legislativo della Regione e che avrà - assicura Oliverio - una corsia preferenziale in consiglio.

L’europarlamentare grillina, Laura Ferrara, ha commentato con soddisfazione che «la Regione Calabria è finalmente uscita dal letargo. Ha apprezzato la nostra proposta sull'autorecupero degli immobili pubblici abbandonati e ha intenzione di promuovere una legge regionale sulla scia del DDL del Movimento 5 Stelle. Accogliamo con favore le dichiarazioni del presidente Oliverio e saremo vigili affinché queste parole si traducano in atti concreti».

La parola letargo forse è un po’ pesante, ma è vero che dalle parti della Cittadella sulla questione casa si sia fatto poco o nulla. Basti pensare all’ultimo consiglio regionale. All’ordine del giorno c’era anche l’approvazione del bilancio preventivo della nuova Aterp regionale, ma il documento non è stato approvato per la mancanza in aula (la settima consecutiva) del numero legale. Diciamo anche che la trasformazione delle Aterp in un’unica azienda ha frenato ancora di più le attività dell’azienda che ha dovuto riorganizzare compiti e funzioni dei singoli uffici.

Questo ha inevitabilmente creato un periodo di caos e ha rallentato non tanto le costruzioni di nuove case, ma anche la semplice manutenzione di quelle esistenti. Ma se l’Aterp unica regionale stenta a trovare la sua dimensione, anche gli interventi straordinari previsti non hanno prodotto gli effetti sperati. Nelle settimane scorse vi abbiamo riportato l’interrogazione del consigliere Carlo Guccione all’assessore Musmanno sull’edilizia sociale.

L’assessore ha fornito la sua risposta sullo stato di attuazione degli interventi il primo giugno scorso e il quadro è desolante. Il finanziamento iniziale era di 175 milioni. Ma subito le imprese che hanno partecipato al bando della Regione sono entrate in difficoltà. Così dalla Cittadella sono corsi ai ripari prima (maggio 2015) concedendo una proroga agli interventi in ritardo e poi (2016) consentendo una delocalizzazione degli interventi a determinate condizioni.

Nonostante tutto ciò si è fatto davvero pochissimo. Per quanto riguarda i soggetti pubblici, al bando erano stati ammessi 41 interventi. Di questi sono partiti solo 21 per 253 alloggi. Ad oggi dei 21 interventi ne sono stati completati solo 6 per 35 alloggi. I fondi totali destinati erano circa 14 milioni di cui 11 già erogati. Ancora più difficile la situazione nel privato. In totale, dopo scorrimenti della graduatoria e ricorsi innanzi al Tar, sono stati autorizzati 94 interventi per un totale di 2195 alloggi. Ad oggi gli alloggi completati sono solo 599. Anche qui i fondi previsti erano di oltre 134 milioni di cui 81 già erogati.

Nonostante la mole di soldi investiti sui 2448 alloggi previsti dal bando del 2010 ad oggi ne sono stati realizzati soltanto 634. Il problema è che la Regione ha già erogato qualcosa come 94 milioni di euro.

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