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Reggio Calabria, in arrivo il ministro Matteo Salvini

Visiterà l'ex tendopoli e il nuovo commissariato di Palmi

Calabria

La struttura confiscata alle 'ndrine dove vive ancora la madre dei fratelli Gallico

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Matteo Salvini
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ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, domani, sarà in provincia di Reggio Calabria per una doppia visita. Alle 11.15 sarà in un immobile a Palmi, in via Concordato, confiscato alla mafia e destinato a diventare sede del commissariato di polizia di Stato e alle 12.30 sarà a San Ferdinando, in contrada Focolì, per un sopralluogo alla nuova e vecchia tendopoli che ospita cittadini stranieri, in parte impiegati in lavori agricoli stagionali.

Al termine di entrambe le visite il ministro incontrerà la stampa. Nel programma è prevista anche una cerimonia di commemorazione per l’eccidio degli appuntati scelti dei Carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo presso lo svincolo di Scilla alle ore 14, aperta alla partecipazione della stampa.

Per quanto riguarda la visita in via Concordato c'è da aggiungere che l'immobile in questione presenta ancora una anomali non da poco visto che al suo interno, malgrado la confisca, vive ancora l'anziana madre dei fratelli Gallico, precedenti proprietari dell'immobile oggi in carcere sottoposti al regine del 41 bis. A tal fine pubblichiamo di seguito l'articolo a firma di Caterina Tripodi pubblicato negli scorsi giorni sul Quotidiano del Sud che illustra nel dettaglio la vicenda.

di CATERINA TRIPODI

REGGIO CALABRIA - Il Capitano Salvini e nonna 'ndrangheta. L'urgenza populista, si sa, non guarda in faccia nessuno e può capitare che ti spinga, se sei il ministro dell'interno accusato di mostrare i muscoli con i deboli e di fare lo struzzo con le mafie, a fare un passo azzardato, magari un po' più lungo della gamba. Capita allora che il ministro Salvini, dopo il rigenerante bagno nella meravigliosa piscina sottratta alla 'ndrangheta nel 2007 in Toscana ma mostrata a favor di telecamere ad un nugolo di giornalisti proprio in questi giorni mentre viene "piegata" dalle possenti bracciate del Capitano in short, decida di riaffacciarsi nella sua Calabria (qui dove è stato eletto, diciamo, senatur) per dimostrare con urgenza che, in tema di mafie, lui sa come passare dalle parole ai fatti.

L'occasione, a ridosso dell'inchiesta dell'Espresso in uscita oggi (e che riprende le questioni della commistione del parlamentare leghista Furgiuele e della famiglia della moglie in enormi affari di ndrangheta a Lamezia terme), dell'inchiesta di Repubblica (sui voti giunti alla Lega di Salvini dalle Ndrine della piana) e delle frecciate avvelenate di Saviano sulle cosche che applaudono ai suoi comizi a Rosarno, è quella della consegna di un bene confiscato, martedì mattina, alle ore 11 e 15 in via Concordato a Palmi, destinato a diventare la sede del Commissariato di Polizia di Stato, la cui nuova collocazione è attesa da più di 20 anni.

Nello specifico si tratta di una villa a quattro piani dei Gallico, storica roccaforte della cosca più potente a Palmi, sequestrata nel 2012, confiscata nel 2017, e tra i 22 beni affidati dall'agenzia nazionale dei beni confiscati al comune di Palmi lo scorso 9 maggio (ma l'interlocuzione e l'accordo con la polizia di stato risale al febbraio scorso) tutte date in cui Salvini non solo non era al Governo (che non si era neppure formato) ma era leader di una Lega che parlava ancora solo lumbard. L'immobile è il medesimo "palazzo" in cui si sono recati nei giorni scorsi, in reverente pellegrinaggio ed in permesso eccezionale, i fratelli Gallico dell'omonima cosca locale, reclusi al 41 bis per un'interminabile sfilza di reati di mafia, per confortare l'anziana mamma gravemente malata.

La donna, Lucia Morgante, di 92 anni, con numerosi precedenti penali e un ergastolo sul groppone, ha 92 anni ed è ai domiciliari con una lunga certificazione medica che la definisce inamovibile e quindi le impedisce di muoversi (e di essere rimossa) dal pianterreno dell'immobile che sarà inaugurato dal Ministro nel corso della prima campagna 'antindrangheta del suo Governo.  donna, nel momento in cui scriviamo, e' allocata ancora proprio nello stabile di via Concordato al pian terreno e proprio sopra la sua testa e la sua cucina, al primo piano dello stabile, e' stata aperta e pulita nei giorni scorsi una stanza dove Salvini, martedì, dettagliera' l'opinione pubblica in merito alla lotta alla ndrangheta. Per la serie la vecchietta dove la metto, lunedì ci sarà una riunione operativa anche se sarà difficile "rimuovere" il problema, sia perché c'è' un ricorso pendente contro lo sfratto, sia perché l'anziana è ai domiciliari perché ammalata ed in possesso di robusta certificazione medica. Speriamo solo, a questo punto, che la signora Gallico, o magari la sua badante, non decidano di sbucare dalla finestra di sotto per offrire al ministro ed ai convenuti un bel caffè con le pastarelle....

Che farà in quel caso Salvini? Si sorbira' l'ennesimo omaggio locale che rischia di andargli storto oppure farà circondare la vecchina all'urlo, ormai marchio di fabbrica della lega Social 2.O tutta primi piani e dirette fb che "Giorgiamelonilevati...", di "ti è finita la pacchia!!!!"?Battute e folklore a parte, ci si chiede, come si procederà dopo la visita del Ministro? Augurando alla vecchina ancora un milione di anni, come si muoverà poi la macchina Stato dopo la parata di Salvini? Si rimuoverà l'anziana (sempre se non riusciranno a spostarla per il taglio del nastro di martedì) per riorganizzare gli uffici del commissariato o passando dal pianterreno gli agenti saranno costretti a dire, come per educazione si fa giù al sud, "con permesso???". 

E se superata l'attuale crisi di salute, la signora Gallico, dai battaglieri trascorsi, diventasse una delle centenarie della Calabria e continuasse a ricevere le visite dei figli (Domenico e' considerato "detenuto pericoloso": nel 2012, dopo aver ottenuto con un pretesto di essere interrogato, ha massacrato di botte il pubblico ministero Giovanni Musarò) e altri familiari (proprio l'anziana del resto, durante uno dei colloqui con un altro dei suoi figli, ha fatto da tramite nel dare l’ordine di commettere un omicidio e dopo solo 5 giorni venne ammazzato, per inviare un segnale alla cosca rivale, l’autotrasportatore Antonio Surace): che figura ci farà uno Stato che da queste parti non si può più permettere di sbagliare un colpo e non lasciare centimetri di territorio alla 'ndrangheta? Si potrà obiettare che per mettere lo stabile in sicurezza passeranno anni e che nel frattempo lo Stato lancia un segnale al territorio e mette fieno in cascina ma allora perché fare spolvero di muscoli e passerelle, quando poi tutto sarà richiuso in attesa di lunghi tempi tecnici di realizzazione ed a rischio di nuove visite, in quello simbolicamente ormai divenuto la casa dello Stato, di ospiti del 41 bis?

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