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Il brigantaggio e il "ritorno" del cranio di Villella

Calabria

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Ci sarà anche il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci che ha scritto al ministero dell’Interno per chiedere la restituzione del cranio del brigante Villella, tra i relatori all’iniziativa «Da Passannante a Villella: i martiri dell’antropologia criminale» in programma giovedì 29 marzo alla Casa del Cinema di Catanzaro.  La manifestazione che prevede la proiezione del film “Passannante" di Sergio Colabona, dedicato al cuoco anarchico lucano che attentò alla vita di Umberto di Savoia nel 1878, e una tavola rotonda ospiterà il vicepresidente della Commissione Bilancio di Montecitorio Roberto Occhiuto (che sta predisponendo un’interrogazione parlamentare), il sindaco di Motta Santa Lucia (il paese dove Villella è nato), Amedeo Colacino, il presidente del Comitato «No Lombroso», che ha sede a Milano, Domenico Iannantuoni, il consigliere regionale di Idv Giuseppe Giordano ed il presidente della Cineteca della Calabria Eugenio Attanasio. Moderatore sarà il giornalista Romano Pitaro.   

L’iniziativa torna sul «caso» del brigante calabrese e  sulle problematiche tuttora «calde» del brigantaggio postunitario quale fenomeno sociale oggetto di diverse interpretazioni, ma anche sull'oscuramento del Mezzogiorno nell’Italia appena nata fino ai nostri giorni. Il cranio di Villella, il brigante calabrese che morì a 69 anni nel carcere di Vigevano, su cui Cesare Lombroso agì all’alba del 4 gennaio 1871 nel suo laboratorio di Pavia con il compasso scorsoio per scoperchiarlo e in cui asserì di aver rintracciato la famigerata «fossetta occipitale mediana» che avrebbe dovuto dimostrare la teoria del delinquente per nascita (confutata dalla comunità scientifica mondiale) continua ad essere esposto nel museo antropologico criminale «Cesare Lombroso» di Torino. A niente sono servite, finora, le proteste del Comitato «No Lombroso» e le richieste di tanti comuni, soprattutto del Nord (tra cui Lecco) per dargli una dignitosa sepoltura.

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