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La testimonianza di Marygarret: «Bisogna andare oltre l'omertà»

Calabria

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COSENZA - Un corpo di ballo del Teatro Rendano con allievi selezionati dalle scuole di danza del territorio, la partecipazione a uno spettacolo e a uno stage, tanto calore e l’immediata sensazione di essere a casa. Maria Francesca Garritano, la ballerina della Scala di Milano licenziata per aver denunciato l’anoressia nel mondo della danza, è tornata a Cosenza, nella sua città, che con un invito ufficiale da parte del sindaco Mario Occhiuto ha offerto solidarietà all’opera di sensibilizzazione che l’artista porta avanti già da un anno – con la pubblicazione del libro “La verità, vi prego, sulla danza” e l’impegno nell’associazione “Mi nutro di vita” (http://minutrodivita.blogspot.it/) – ben prima, dunque, che il suo diventasse un caso. 

«Faremo tutto quello che è possibile per sostenerla», dice Occhiuto (lui pure ballerino in gioventù). «Io sono qui per chiunque abbia bisogno di me per educare e prevenire su un argomento che rimane tabù», risponde Marygarret. A Palazzo dei Bruzi ci sono anche Domenico Naccari, delegato del sindaco di Roma ai rapporti con le comunità regionali, che ha portato all’attenzione nazionale la vicenda della Garritano, e l’assessore comunale al welfare Alessandra De Rosa. E soprattutto insegnanti e allievi delle scuole di danza cittadine, che hanno voluto incontrare Marygarret e ascoltare le sue parole. La ballerina, per la quale è stata presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute su impulso del deputato Pdl Giovanni Dima, ha annunciato la presentazione di un progetto di legge da parte di “Mi nutro di vita”, per istituire una giornata di informazione sui disturbi alimentari. 

«Siete tutti tanto coraggiosi – ha detto la ballerina – e lo siete perché nelle tematiche che ho sollevato ce ne sono diverse di non facile approccio. Tre milioni di ragazzi dai 12 ai 25 anni soffrono di disturbi alimentari, causa di morte principale subito dopo gli incidenti stradali. Siete tutti coraggiosi perché andate oltre la vergogna e l’omertà che l'affrontare questi argomenti spesso comportano».   

Il blog "Sos mamme": Mia figlia? Voleva fare la ballerina ma poi...  


 

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