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Ribalta internazionale per uno studio
sulla popolazione di Nardodipace

Calabria

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LAMEZIA TERME (CZ) – Un lavoro che vede protagonista il Centro regionale di Neurogenetica della Calabria, insieme al National Institutes of Health di Bethesda, ha conquistato la ribalta sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Lo studio ha riguardato un’intera popolazione di una comunità montana calabrese in cui i ricercatori hanno identificato mutazioni del gene della proteina di trasporto del cortisolo associate ad un quadro clinico di dolore cronico. La presentazione è stata tenuta a Lamezia dai due autori principali, la dottoressa Amalia Bruni, direttore del Centro regionale di Neurogenetica di Lamezia e dal dottor Giovanni Cizza, direttore della Sezione di Neuroendocrinologia dell’obesità, National Institutes of Health, Bethesda negli Stati Uniti. Alla conferenza ha partecipato anche il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Gerardo Mancuso, che ha introdotto lo studio effettuato dai due ricercatori. «Abbiamo condotto uno studio porta-a-porta che ha incluso 495 soggetti adulti che abitavano nel paese di Nardodipace ed aree limitrofe» ha spiegato Amalia Bruni. 

 Le conclusioni dello studio, ha aggiunto la dottoressa Bruni, «è che abbiamo trovato un’alta prevalenza, 3.6% di due rare mutazioni della proteina Cbg; la presenza di queste mutazioni conferiva una propensione al dolore cronico diffuso. In studi precedenti di soggetti con la stessa mutazione era riportata fatica piuttosto che dolore cronico. Ciò suggerisce la possibilità di un’interazione geni-ambiente, nel nostro caso specifico. I nostri risultati suggeriscono che la proteina Cbg influenzi le risposte endocrine e neurocomportamentali allo stress, incluso lo sviluppo di sindromi di dolore/fatica cronica». Lo studio è stato analizzato dal dottor Cizza che in particolare ha ipotizzato una serie di funzioni fisiologiche aggiuntive che questa proteina potrebbe svolgere in aggiunta al trasporto ematico del cortisolo, incluso il controllo del dolore e della risposta infiammatoria. «Questa proteina – ha detto Cizza .-  potrebbe essere contribuire a determinare la resilienza, la capacità di ognuno di noi di reagire positivamente in condizioni di avversità».

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