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L'Unical dice addio alle Facoltà
e dà più spazio ai dipartimenti

Calabria

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COSENZA - Il Senato accademico dell’Università della Calabria ha dato il via libera alla nuova organizzazione didattica dell’ateneo, sulla scorta delle indicazioni della riforma Gelmini. Dal prossimo anno accademico andranno in soffitta le care vecchie facoltà, per far posto ai dipartimenti. All’Unical saranno quattordici e sostituiranno le 6 tradizionali facoltà (Economia, Farmacia, Ingegneria, Scienze matematiche fisiche e naturali, Lettere e Filosofia, Scienze politiche) e dei vecchi dipartimenti in cui erano articolate, unendo insieme le funzioni di didattica e di ricerca. L’ultimo atto votato dal Senato accademico è l’assegnazione dei 75 corsi di laurea. Per suddividerli tra i dipartimenti si è fatto ricorso ad un metodo “matematico” calcolando il numero di crediti che ciascuno garantiva (tramite i docenti che ne faranno parte) ai diversi corsi. In questo modo è stato individuato il dipartimento “prevalente”: un modo per dire che l’assegnazione alla singola struttura non esclude poi il contributo delle altre.

LA MAPPA DELL’UNICAL. Scienze matematiche, fisiche e naturali si è fatta in quattro: Biologia ecologia e scienze della terra, Chimica e tecnologie chimiche, Fisica, Matematica e informatica. Informatica, a sua volta, la ritroviamo anche in una delle quattro costole dell’ex Ingegneria: Informatica modellistica e sistemistica per l’ingegneria, Ingegneria civile, Ingegneria meccanica energetica e gestionale, Ingegneria per l’ambiente e il territorio e ingegneria chimica. La vecchia Economia si divide in Scienze economiche statistiche e finanziarie e in Scienze aziendali e giuridiche. Un corso di laurea, fino a quest’anno afferente ad Economia, ovvero Discipline economiche e sociali per lo sviluppo si ritroverà invece nel dipartimento di Scienze politiche e sociali. Curioso è il caso di “Scienze turistiche”: la triennale afferisce a Scienze aziendali, mentre la magistrale a Scienze politiche e sociali. Lettere e filosofia si è “trasformata” in Studi umanistici, con l’”esodo” dei docenti di Scienze dell’educazione che insieme a professori di linguistica, provenienti anche dalla facoltà di Economia, hanno messo su il dipartimento di Lingue e scienze dell’educazione. A quest’ultimo al momento afferiscono due corsi di laurea: Scienze dell’educazione e Media education. Resta da sciogliere il nodo di Scienze della formazione primaria, “contesa” tra Studi umanistici e Lingue e scienze dell’educazione. Il riparto l’assegnava al primo, ora sarà una commissione ad hoc a decidere.

I DIRETTORI. Niente più presidi, spazio ai direttori di dipartimenti. E alla “campagna elettorale” manca poco ormai: il primo turno è già previsto per il 16 maggio.

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