Salta al contenuto principale

Bagnasco a Locri: La Chiesa resta
in prima linea contro l'illegalità

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 2 secondi

LOCRI (RC) - I vescovi italiani guardano alla Calabria con «affetto e vicinanza». A dirlo è stato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, nel corso della messa celebrata nello stadio di Locri a conclusione della “Settimana diocesana della famiglia" voluta dal vescovo Giuseppe Fiorini Morosini per preparare il cammino di avvicinamento al raduno mondiale con il Papa che avrà luogo a Milano dal 30 maggio al 3 giugno e sarà incentrato sul tema "Famiglia: lavoro e festa".

Il presidente dei vescovi italiani ha rivolto parole di elogio alla «meravigliosa» Calabria che, ha sottolineato, «nonostante ferite antiche e nuove, non cede alla rassegnazione e non rinuncia alla bontà del suo animo e alle nobili energie della sua indole». E ha pure assicurato che la Chiesa resta in prima linea contro la malavita: «In tema di contrasto a tutte le forme di illegalità, l'azione della Chiesa è sotto gli occhi di tutti. Bisona comunque investire sull'unità delle famiglie: servono piani economici e sociali adeguati, altrimenti il sistema generale si scolla, col rischio di vedere aumentare diverse forme di illegalità».

Ma la cerimonia di Locri è stata l'occasione per toccare anche questioni sociali di interesse nazionale, legati al tema della famiglia: «In una cultura del tutto provvisorio - ha dichiarato il porporato - l’introduzione di istituti che per natura loro consacrano la precarietà affettiva, e a loro volta contribuiscono a diffonderla, non sono un aiuto nè alla stabilità dell’amore, nè alla società stessa». Il riferimento di Bagnasco era alla questione del "divorzio breve", ma il cardinale ha messo in guardia anche dalla perdita di considerazione per il giorno di riposo, che un tempo permetteva a genitori e figli di ritrovarsi insieme: «Per le sue valenze anche antropologiche - ha sottolineato Bagnasco - la domenica non può essere sacrificata a ragioni economiche: per questa strada non si risolve nessun problema pratico, ma si ottiene solo una società più agitata. Si perde in coesione sociale».

Il cardinale si è soffermato anche sul tema del lavoro: «Servono - ha detto - da parte delle istituzioni preposte politiche più incisive e mirate». E in questo senso ha invocato «un'attenzione ancora maggiore verso le regioni più in difficoltà come la Calabria».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?